Caro Direttore,
dalla prima pagina del Corriere della Sera di ieri Michele Ainis dice: “dobbiamo aprire gli occhi e fare le riforme istituzionali e costituzionali”, perché a furia di deroghe, l’ordinamento italiano è in tilt, nel 2012 scoppiava con 63 mila norme deroga, e ciò – dice sempre M. Ainis – “Significa che la regola non esiste più”, defunta, insieme al principio d’eguaglianza”.
Operai, se viviamo in una paese in cui “la regola non esiste più”, perché non ci mobilitiamo con lotte radicali per scrivere regole nuove che soppiantino definitivamente quelle vecchie ed il loro ordinamento?
Saluti Oxervator
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