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Operai Contro il giornale degli operai e dei loro cattivi pensieri
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Operai Contro il giornale degli operai e dei loro cattivi pensieri

Gli operai esistono. Una moderna forma di schiavitù li costringe al lavoro per la ricchezza dei padroni, delle classi superiori.
La società ufficiale, con tutti i mezzi a disposizione, si accanisce per nascondere questa realtà, ma ogni sforzo risulta vano. Ogni tanto qualche operaio buca la televisione, compare fra le righe di un articolo: è stanco, con un salario miserabile, precario, precario anche se assunto a tempo indeterminato.
Oppure, peggio, fa notizia perché morto, fra tanti, sul lavoro. Oppure paga al padrone il prezzo di essere straniero o di colore, lavorando per un salario di molto inferiore alla media.
L’operaio fa appena in tempo a parlare della sua condizione che viene coperto da ore ed ore, pagine e pagine di chiacchiere, con promesse di leggi, di interventi sociali a suo favore.

Dopo 150 anni dalla comparsa sulla scena, gli operai dell’industria moderna hanno ancora il problema di come arrivare a fine mese, di un futuro sicuro, di portare la pelle a casa. Un fallimento, questo sì, di tutti gli abbellimenti del sistema dei padroni.
Ma non basta: la sola denuncia è sopportabile, quello che devono stroncare è il riconoscersi degli operai come classe, devono bandire tutti i vocaboli pericolosi.
Si usi il meno possibile il termine operai, meglio lavoratori: include tutti, anche i manager.
Non si parli più di padroni perché potrebbe richiamare il concetto di schiavi.
Non si parli più di classi sociali perché potrebbe suscitare la domanda: “quale classe sociale ha il potere e contro chi?”.
Non si introduca la necessità di una liberazione degli operai dal lavoro salariato introdurrebbe la necessità di una rivoluzione.
All’operaio va rubata non solo una parte della giornata lavorativa per far arricchire il padrone che lo impiega, ma anche la possibilità di pensare. Meglio ancora: eliminare le cattive parole, che potrebbero organizzarsi in un cattivo pensiero e, da qui, in un partito indipendente per emanciparsi.
Operai Contro è il giornale degli operai e dei loro cattivi pensieri, contro i padroni, contro il loro sistema, contro la moderna schiavitù del capitalismo.
Operai Contro è scritto e diretto dagli operai, si finanzia con le quote raccolte nelle fabbriche. Chiediamo ad altri operai di collaborare a produrlo e a diffonderlo.
Chi volete che diffonda un’opera del genere se non gli operai stessi?

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