LEZIONI SPAGNOLE

Lo sfratto forzato di Maricarmen, 87 anni, ha sollevato un’ondata di manifestazioni imponenti per il diritto alla casa. Che il governo si presenti come socialista non cambia i termini del problema, quella che va ribaltata è la forma sociale fondata sul profitto.

Lo sfratto forzato di Maricarmen, 87 anni, ha sollevato un’ondata di manifestazioni imponenti per il diritto alla casa. Che il governo si presenti come socialista non cambia i termini del problema, quella che va ribaltata è la forma sociale fondata sul profitto.

Un’anziana signora di 87 anni sta creando più problemi al governo spagnolo di quanto non abbia fatto finora la sua opposizione politica.
Maricarmen Abascal viveva da 71 anni nella stessa casa, nel quartiere Retiro di Madrid, oggi una delle zone più costose della capitale spagnola. Era entrata in quell’appartamento nel 1956, quando suo padre aveva firmato un contratto di affitto a renta antigua (equo canone). Dopo la morte del padre il contratto era passato alla madre e, alla morte di quest’ultima, a Maricarmen.
Nel 2018 l’edificio viene acquistato dal fondo finanziario Renta Corporación e successivamente l’appartamento passa alla società immobiliare Urbagestión. Maricarmen pagava allora un affitto di circa 450 euro. La società le propone di restare pagando 1.650 euro al mese, una cifra superiore alla sua pensione; negli ultimi tempi la richiesta era arrivata a 2.650 euro, un prezzo cinque volte superiore al precedente contratto. Volevano costringerla ad andarsene in ogni modo.
Maricarmen resiste e ingaggia una battaglia giudiziaria durata anni. In primo grado ottiene ragione, ma le successive decisioni giudiziarie ribaltano l’esito a favore della proprietà aprendo definitivamente la strada allo sfratto. Una donatrice anonima aveva persino offerto di pagare la differenza tra quanto poteva continuare a versare Maricarmen e il nuovo affitto richiesto dalla proprietà, garantendone il pagamento affinché l’anziana potesse rimanere nella propria casa. Urbagestión rifiuta anche questa soluzione.
Tre giorni fa Maricarmen è stata portata via dalla polizia in barella mentre centinaia di persone si erano radunate davanti alla sua abitazione per impedirlo e manifestarle solidarietà, perché il suo era diventato un caso emblematico sulla situazione degli sgomberi abitativi in Spagna.

La vicenda di Maricarmen ci dimostra ancora una volta che il diritto all’abitare è inconciliabile con i processi di accumulazione capitalistica, che agiscono senza scrupoli calpestando la vita delle persone. Buttate per strada e messe ai margini. Non importa se siano persone anziane, malate, famiglie con bambini; non importa per quale ragione ci si trovi nelle condizioni di non poter pagare un affitto; non importa se quel canone diventa volutamente una tagliola insostenibile. Tutto è perfettamente legale, perché è la legge stessa a riconoscere a banche e fondi speculativi il diritto di accaparrarsi le case e disporne a proprio piacimento. I giudici applicano quella legge, il diritto della proprietà viene tutelato e chi non ha forza economica viene annientato.
La casa non è intesa come bene primario necessario alla vita, ma come valore di scambio, un investimento dal quale estrarre rendita e profitto. Una casa nella quale una persona ha vissuto 71 anni diventa un’attività finanziaria. Il suo valore d’uso scompare davanti al suo valore di mercato.

In Italia i numeri degli sfratti non sono meno terrificanti che altrove e aumentano in modo esponenziale di anno in anno. Secondo gli ultimi rilevamenti (probabilmente stimati al ribasso) si esegue uno sfratto ogni 17 minuti e il numero dei morosi incolpevoli è raddoppiato. Il governo Meloni ha affrontato questo incandescente problema sociale varando un decreto legge che concede ai proprietari strumenti più efficaci e tempi più rapidi per arrivare allo sgombero, che creerà presto tensioni e scontri ancora più forti. Molti ricorderanno ancora l’episodio di Castel d’Azzano, in provincia di Verona, quando i fratelli Ramponi fecero esplodere il loro casolare durante un intervento di sgombero in cui morirono tre carabinieri. È avvenuto appena un anno fa.

A Madrid, dopo che lo sfratto di Maricarmen è diventato un caso nazionale, una imponente manifestazione di trecentomila persone ha attraversato le strade della capitale. Al termine del corteo, centinaia di manifestanti hanno occupato Puerta del Sol, dove sono state montate 150 tende (il numero è in aumento) con l’intenzione di proseguire l’accampamento e fare pressione sul governo spagnolo, chiedendo misure immediate contro gli sfratti.

La vicenda di Maricarmen ci dimostra anche un’altra cosa: è una pura illusione pensare che basti avere un governo di sinistra per fermare la macchina criminale del capitale che trasforma ogni cosa in una fonte di profitto. Non si toglie potere al capitale cambiando il tipo di governo. Neanche con quello che attualmente è il governo che si presenta più a sinistra in Europa. Il socialista Sánchez non ha voluto né potuto impedire che Maricarmen venisse sfrattata e portata via a forza su una barella, e come lei finiranno fuori dalle proprie case migliaia di persone che non riescono più a sostenere il costo dell’abitare.
Bisogna cambiare forma sociale, non governo.
Espropriare gli espropriatori.
E questo può avvenire solo quando la classe degli operai, organizzata in modo indipendente politicamente, si pone l’obiettivo della conquista del potere per esercitarlo contro tutte le forme di sfruttamento borghese. Contro questo disumano sistema dei profitti.
Espropriare gli espropriatori. Ribaltare tutto.
A.B.

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