DI CHE VIOLENZA PARLA?

La signora Meloni chiede la condanna unanime della “violenza” messa in campo dalla gioventù che sta manifestando. Proprio lei che nei morti sul lavoro vede solo incidenti e non morti violente da sfruttamento. Che della violenza nelle stragi dei palestinesi vede solo legittima difesa di Netanyahu … Di che violenza parla?

La signora Meloni chiede la condanna unanime della “violenza” messa in campo dalla gioventù che sta manifestando. Proprio lei che nei morti sul lavoro vede solo incidenti e non morti violente da sfruttamento. Che della violenza nelle stragi dei palestinesi vede solo legittima difesa di Netanyahu … Di che violenza parla?

Caro Operai Contro, causa un contenzioso tra Rfi (Ferrovie dello Stato) e Webuild, il colosso italiano delle aziende in subappalto delle costruzioni, a cui Rfi ha affidato subappalti per 30 miliardi di euro, 500 operai sono stati spediti in cassa integrazione e altri potrebbero seguirli. Lo Stato controlla sia Rfi in quanto società pubblica, sia il 16,4% di Webuild tramite Cassa depositi e prestiti. Ma evidentemente il conflitto d’interessi non vale se è il governo a praticarlo. Ne nasce la violenta realtà dei subappalti di Stato di cui ne fanno le spese gli operai, nelle selvagge condizioni lavorative, nel taglio ai salari per Cig, fino a perdere la vita sul lavoro. Ma lei signora Meloni di quale violenza parla?

Nei giorni scorsi 3 inchieste sono partite: per la morte di un gruista schiacciato da un pilone nella stazione Firenze-Belfiore; per la morte giovedì 15 ottobre dell’operaio Ayoub Abourabil, 31 anni, in subappalto alle Rfi, ribadendo che il sistema degli appalti finanziato dal governo Meloni, espone gli operai ad insicurezza, sfruttamento, illegalità. La terza inchiesta riguarda lo sfruttamento degli operai impegnati sulla linea Napoli-Bari. Inoltre 34 operai egiziani in subappalto Rfi-Webuild, sarebbero stati sottoposti a turni di 20 ore consecutive nel cantiere di Grottaminarda (Avellino) molti altri sarebbero stati ingaggiati in nero con retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e senza rispettare gli obblighi in materia di igiene e sicurezza.

Signora Meloni, di che violenza parla? Queste situazioni hanno iniziato a moltiplicarsi nel 2023, quando il nuovo Codice dei contratti pubblici introdotto dal suo governo ha liberalizzato gli appalti, lasciando mano libera all’intensificarsi dello sfruttamento operaio, agli infortuni e morti sul lavoro. Di questa violenza di cui il suo governo è complice, a parte frasi di circostanza, siete muti, zitti e inerti. Osate invece additare come violenti gli studenti che, scontrandosi con le forze dell’ordine, protestano contro una scuola di classe e in stato di semi-abbandono. Parlate di violenza di giovani e manifestanti che, scontrandosi con le forze dell’ordine, rompono i vetri per riprendersi gli spazi sociali dai quali li avete cacciati con la forza, costringendoli ad una socialità di strada, ed ora ve ne chiedono conto. Bocciano senza appello la vostra politica e condannano la guerra d’aggressione dei padroni.

Dopo aver trasformato il blocco stradale in reato punibile fino 6 anni di carcere, il governo Meloni tramite il ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, si affaccia in televisione a dire che il blocco stradale è reato, non sapendo che pesci pigliare di fronte alle conseguenze dei 5 giorni di sciopero dei Tir, che in meridione paralizza la circolazione delle merci, con scaffali dei supermercati già mezzi vuoti e molti distributori senza carburanti. Meloni pretende che si condanni quella che chiama “violenza” nelle manifestazioni, proprio lei che ha fatto scena muta, non ha condannato il genocidio di Gaza, e continua ad arrampicarsi sugli specchi rispetto le nefandezze belliche e di ogni genere che stanno perpetrando i suoi amici Trump e Netanyahu in Medio Oriente e non solo.

La recente mobilitazione degli operai della ex Ilva; i blocchi stradali degli autotrasportatori; il presidio operaio PMC ex Stellantis; le mobilitazioni di piazza; dimostrano che gli operai, i “movimenti” e gli strati tartassati, si oppongono mobilitandosi alla politica dei rincari generalizzati, con i carburanti che non hanno smesso di salire, al di là dei teatrini di Meloni. Sanno essere pronti ed al posto che la situazione richiede, in sintonia con il ritorno dei Gilet Gialli in Francia.

Saluti Oxervator

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