“Dalla Francia a Teheran, vogliamo l’istruzione gratuita. Dalla Francia a Teheran vogliamo benessere duraturo…” – da un messaggio-manifesto del Consiglio di Organizzazione delle Proteste dei Lavoratori Petroliferi.
I lavoratori iraniani stanno scioperando contro il carovita (inflazione mediamente al 70%) e la scarsità di beni di prima necessità, per aumenti salariali. Gli operai del settore petrolchimico, che ultimamente sono stati toccati anche dai licenziamenti sono i più organizzati e riescono a scioperare localmente in diverse aziende. L’organizzazione della lotta non è facile, sotto il tallone di ferro del regime clericale e dei padroni che controllano il fronte interno in vista di possibili sviluppi della guerra: oltre alle denunce, intimidazioni, delazioni, devono fare i conti con la violenza fisica: alla Petrofars (petrolchimica) hanno fatto frustare 10 operai licenziati che picchettavano per essere riassunti.
Ma licenziamenti, disoccupazione, carovita, violenza colpiscono tutti i settori popolari che si mobilitano come possono.
A Ahvaz hanno preso a fucilate giovani che manifestavano per poter lavorare come braccianti nelle piantagioni di canna da zucchero. Infermieri, medici e insegnanti sono in agitazione e due loro sindacalisti sono stati arrestati.
Ma questa volta è dai pensionati che sono arrivate delle nuove riflessioni. Sono anni che manifestano contro la svalutazione delle pensioni; ogni lunedì in varie città si radunano di fronte alle aziende dove avevano lavorato (petrolchimica, ferrovia, telecomunicazioni, meccanica) oppure all’ufficio del lavoro locale o al governatorato. Ultimamente nel corso di queste manifestazioni si sono resi conto che la loro lotta ha gli stessi obiettivi delle manifestazioni e lotte che stanno scoppiando in Europa.
Il riconoscere questo fatto è importante in Iran, li fa sentire meno soli in “quel angolo del mondo” e incoraggia. Ma anche, mettere nella stessa prospettiva lotte che si sviluppano in paesi così lontani, non solo supera d’un balzo le distanze geografiche e storico-culturali, ma significa che è individuata la soluzione comune e strategica: l’abbattimento dello sfruttamento capitalistico generatore di miseria e guerre. In quel senso gli slogan del tipo “dalla Francia all’Iran, la gente nelle strade” sono strategici e possono favorire legami internazionali di lotta, tanto più necessari quanto più si allargano i conflitti imperialisti.
Slogan e idee hanno fatto in fretta a diffondersi, ora sono patrimonio di chi lotta in Iran.
M.B.
Quello che segue è un messaggio-manifesto distribuito dal Consiglio di Organizzazione delle Proteste dei Lavoratori petroliferi
Dalle giacche gialle francesi ai lavoratori del petrolio, il nostro messaggio è uno: la vita, il benessere e la felicità sono i nostri diritti fondamentali.
Da più di un mese, la Francia, culla della rivoluzione, è teatro di proteste. Le proteste sono state iniziate dagli studenti e, come diciamo noi, dalla “Generazione Z”, ma l’intera società si è mobilitata e le richieste di protesta sono diventate nazionali. Le organizzazioni studentesche, le associazioni universitarie, i grandi sindacati e i “gilet gialli” si sono uniti, e le richieste sono diventate nazionali, portando avanti il dibattito sullo sciopero generale. Ora, studenti, universitari, lavoratori, insegnanti, membri della Generazione Z e anziani di oltre ottant’anni sono nelle strade, e lo fanno con grande dignità.
Le proteste in Francia sono un messaggio della società umana odierna al capitalismo in crisi e alla follia che, con le sue politiche di austerità economica, sta portando il mondo alla rovina, rendendo sempre più difficile la vita quotidiana. La Francia non è sola, questa protesta sta diventando globale. I paesi europei si stanno unendo uno dopo l’altro, e uno degli slogan di queste proteste è la solidarietà con il popolo francese. Anche noi, in questo angolo del mondo dove le nostre vite sono state distrutte dalla povertà, dall’inflazione, dalla discriminazione, dalla guerra, dalla corruzione, dal favoritismo e dall’oppressione, siamo parte di questo movimento. Sosteniamo le proteste in Francia, perché condividiamo lo stesso dolore.
Dalla Francia a Teheran, vogliamo l’istruzione gratuita; dalla Francia a Teheran, vogliamo un benessere duraturo.
#اعتراضات_فرانسه
. #نه_به_اعدم_نه_به_زندان
#اعتصابات_سراسری
#زن_زندگی_آزادی
https://t.me/shoranaft