PIÙ RIVOLTE NELLE CARCERI CON LE LEGGI MELONIANE

Con le leggi meloniane sulla sicurezza, fumo negli occhi per bottegai e piccoli proprietari, le carceri si sono riempite oltre misura di poveri disperati che ammassati gli uni sugli altri muoiono suicidi o pestati a sangue. Quando non scelgono la strada giusta di questi giorni. La rivolta collettiva.

Con le leggi meloniane sulla sicurezza, fumo negli occhi per bottegai e piccoli proprietari, le carceri si sono riempite oltre misura di poveri disperati che ammassati gli uni sugli altri muoiono suicidi o pestati a sangue. Quando non scelgono la strada giusta di questi giorni. La rivolta collettiva.

Caro Operai Contro, le recenti rivolte carcerarie in alcune città, nonostante l’oscuramento di Telemeloni, hanno messo i riflettori sull’inasprimento delle condizioni nelle patrie galere, dove è rinchiusa quella componente sociale più emarginata che nel basso delinquere, cerca una via d’uscita e invece trova la galera, aggravata dalle leggi del governo Meloni: sull’ordinamento penitenziario (2024), sulla sicurezza nelle carceri (2026). Misure che agiscono sulla sopravvivenza nelle carceri facendo leva su sovraffollamento, suicidi, e altre morti (vedi Viterbo) che fanno pensare a deliberati omicidi di Stato. Con il governo Meloni “Tra il 31 ottobre 2022 e il 31 agosto 2026 nelle carceri italiane ci sono 9.346 persone in più. Nello stesso intervallo, i posti disponibili sono aumentati di 46 unità”. Ad agosto 2026, considerando che nelle 189 carceri in Italia 5.027 posti sono inutilizzabili, i 65.661 prigionieri sono stipati in 46.193 posti, un tasso di sovraffollamento del 142%. Nei primi 8 mesi del 2026, i decessi sono stati 184, i suicidi 49.
Quanti Viterbo ci sono in Italia? Nel penitenziario “Mammagialla” di Viterbo, detenuti presi a botte dopo la protesta messa in atto il 19 settembre dando fuoco ad alcuni stracci. Alla base della rivolta il sovraffollamento al 141%, con 623 detenuti ammassati dove i posti sono al massimo 440. I prigionieri ritenuti capi della rivolta, tutti spediti al 41 bis, senza assistenza sanitaria, indumenti e materassi, ed essendo questa sezione in smantellamento, è priva di telecamere, si presta a pestaggi senza che i filmati li riprendano. Dice Francesca la mamma di un detenuto: i picchiatori “erano diversi agenti incappucciati non riconoscibili. Alcuni li tenevano fermi e ammanettati mentre un altro dava calci e pugni per punirli”. E conclude: “Tutti i giorni gli danno botte senza motivo”. I familiari hanno presentato denuncia per lesioni, col supporto dell’associazione “Liberi Liberi Art. 27”. Nel fascicolo ci sono anche gli screenshot scattati da Francesca al figlio, durante i pochi istanti di videochiamata che lo mostrano ricoperto di lividi.
Un’altra protesta a Viterbo era partita a luglio, quando oltre al sovraffollamento si impediva ai carcerati di fare la doccia e la spesa veniva consegnata loro anche con 15 giorni di ritardo. Dopo la protesta 41 detenuti sono stati trasferiti nel penitenziario Uta in Sardegna. Il carcere di Viterbo ha “Una lunga scia di suicidi e morti sospette”. Come il decesso di un detenuto nel 2018 considerato un suicidio, nel 2025 grazie alla deposizione di un supertestimone che ha parlato dell’irruzione nella cella di alcuni agenti poco prima della sua morte, ha fatto aprire un’inchiesta per omicidio volontario. Altre misteriose morti sono venute a galla. Quella del 21enne Hassan, deceduto alcuni mesi dopo aver denunciato di aver subito violenze dagli agenti. Ed anche il decesso del 23enne Vittorio Rallo, nel 2025 aveva lamentato abusi da parte della polizia penitenziaria, presentandosi al colloquio con i genitori con occhi neri, ferite e altre lesioni, da indurre il padre a presentare denuncia per tortura. A dicembre Vittorio è stato trovato morto in cella, bollato come suicidio, ma poi la famiglia scoprì che la loro denuncia di ottobre per le presunte violenze non era mai stata trasmessa né avviata.
Firenze. il Gip di Firenze a giugno ha posto sotto sequestro alcune sezioni del carcere di Sollicciano per sovraffollamento, violazione dell’igiene e delle norme del lavoro. misura confermata a luglio dal Tribunale del riesame. Tasso di sovraffollamento del carcere, 166%. La violazione dell’igiene e alcune norme elementari, ricorrono anche in molte altre carceri: topi, ragni, cimici, zecche, casi di scabbia, file elettrici scoperti, soffitti troppo bassi, mancanza di luce, bagni a vista e vicino alla zona “cucina”, consolidate infestazioni di insetti ecc. ecc.
Pisa. 303 detenuti in 185 posti disponibili, sovraffollamento al 164%. A questo, la rivolta di fine settembre a Pisa, somma la scoperta di microspie nelle celle, ma anche una sporcizia insopportabile. Criticità alle quali a giugno si è aggiunto l’arrivo di una ventina di detenuti dal carcere di Sollicciano.
Sovraffollamento. Lucca 257%, Foggia 225%, Grosseto 21,3%, Lodi 21,2%, Milano San Vittore 210%, Brescia Canton Mombello 210%, Udine 210% Latina 204%, Bologna 177,7%, Regina Coeli 193,3%, Augusta 175%, Enna 128%, questi i dati di alcune carceri. Dopo la rivolta di luglio a Enna i sindacati degli agenti affermano che: “Ci saranno altre rivolte se non si interviene sul sovraffollamento”.

Con il governo Meloni la popolazione carceraria (come visto sopra) è aumentata di oltre 9mila persone. Una realtà che cercano vanamente di nascondere, con la legge svuota carceri (agosto 2026). Legge che dovrebbe aprire le galere a quanti ci sono andati per dipendenza dalle droghe e dall’alcool. Escono per seguire percorsi consoni alla loro dipendenza. In totale un massimo di 500 persone sono quelle che lasciano il carcere. Non cambiano le condizioni imbarbarite per gli oltre 65 mila che in galera ci restano.
Dall’inizio della legislatura sono stati introdotti oltre 55 nuovi reati, più 60 aggravanti e 65 aumenti di pena. Dal decreto Rave a quello Caivano che amplia anche la possibilità di ricorso alla giustizia minorile, fino ai decreti sicurezza. Numeri che si avvicinano al picco più alto degli ultimi 30 anni, raggiunto nel 2010 con il quarto governo Berlusconi, quando i reclusi erano 68 mila.
L’imbarbarimento del sistema carcerario, i decreti sicurezza per bloccare picchetti e lotte operaie, il mancato contrasto al carovita, la disastrosa per non dire inesistente politica sociale, si configurano un boomerang per il governo Meloni.
Saluti Oxervator.

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