La metafora di Mao Zedong “Una scintilla può appiccare un incendio nelle praterie” torna alla memoria osservando le immagini delle rivolte studentesche di questi ultimi giorni in Francia.
Il collettivo rivoluzionario Americano “Weather Underground”, titolò “Praterie in Fiamme” il manifesto politico ideologico pubblicato clandestinamente negli Stati Uniti nel 1974. Una metafora per spiegare come piccoli nuclei rivoluzionari, possano scatenare una rivolta di massa. L’ondata delle proteste studentesche in Francia si è diffusa velocemente in centinaia di licei e atenei, portando a circa 2000 fermi e duri scontri con la polizia. La rivolta in Francia è partita da una singola “scintilla” dagli studenti delle periferie, che protestavano contro le classi sovraffollate, la carenza di insegnanti, le classi fatiscenti. In breve tempo si è trasformata in una rivolta nazionale, capace di mettere in seria difficoltà il primo ministro Sebastian Lecornu. La lotta degli studenti si è unita agli scioperi dei dipendenti pubblici conto il congelamento dei salari, contro la durissima manovra economica 2027 del governo. Quella saldatura auspicata nel manifesto politico del 1974, tra le lotte sociali di tutti i protagonisti dell’antagonismo sociale, sta prendendo forma. Le proteste degli studenti francesi sono letteralmente caratterizzate dal fuoco. Cassonetti incendiati, barricate, mezzi dei vigili del fuoco dati alle fiamme. La “prateria” sta letteralmente bruciando. Nel libro “Praterie in Fiamme”, la rivolta studentesca cercava di costruire un ponte con la classe operaia per abbattere il sistema. Gli operai questa volta non perderanno questa occasione. Il fulcro dei movimenti rivoluzionari sono i giovani, e, in particolare, la grande massa dei giovani delle classi subalterne. Sta agli operai dirigere queste dinamiche. Senza gli operai organizzati, questo enorme potenziale rischia di essere sprecato. In un mondo interconnesso, la “scintilla” può accendersi in qualsiasi punto dell’immensa “prateria”
S. O.