Operai Contro Giornale per la critica, la lotta, l’organizzazione degli operai contro lo sfruttamento
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    SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI ESPULSI DALLA FIOM DEL LECCHESE

    Posted 21 Novembre 2011

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    ATTO DI SOLIDARIETA’ CON I CASSAINTEGRATI DI YAMAHA

    Posted 21 Novembre 2011

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    RESTA IL CAPPIO MESSO DALLA LEGA

    Posted 21 Novembre 2011

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    LECCO,LE POSIZIONI DEI DELEGATI OPERAI ESPULSI DALLA FIOM

    Posted 20 Novembre 2011

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    FINI IL FASCISTA

    Posted 20 Novembre 2011

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    EGITTO, LA PRIMAVERA NON E’ FINITA

    Posted 20 Novembre 2011

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    DAL PRESIDIO DELL’ESSELUNGA

    Posted 20 Novembre 2011

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    LA FREGATURA DELL’EQUITA’

    Posted 19 Novembre 2011

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    SCONTRI AD ATENE

    Posted 19 Novembre 2011

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    CINA, OPERAI IN SCIOPERO SI SCONTRANO CON LA POLIZIA

    Posted 19 Novembre 2011

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Operai Contro

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I post della rivolta operaia contro il lavoro salariato.

Operai Contro

6 hours ago

Operai Contro
A che punto è la vertenza Electrolux? Dopo 50 giorni di sospensione per far sbollire un pò la rabbia degli operai, a settembre l'azienda ha confermato tutti gli esuberi già dichiarati. Perderanno il lavoro 1750 operai, oggi scesi a 1450 perché nel frattempo agli interinali non sono stati più rinnovati i contratti. Electrolux è una delle tante multinazionali che prima ha intascato milioni di finanziamenti pubblici, sia dall'Europa, con un prestito di 200 milioni, sia in Italia, poi ha presentato un piano di dismissione lasciando gli operai per strada, non prima di aver pure preteso che questi stringessero la cinghia con i contratti di solidarietà, perché bisognava essere comprensivi verso le congiunture sfavorevoli di mercato che si stavano creando. I salari dovevano subire le congiunture, non i loro profitti. I sindacati hanno legittimato tutto in questi anni, gli operai hanno chinato la testa. Ed oggi il piano di licenziamenti è servito. È stato convocato un tavolo al ministero il 5 ottobre: sarà l'ennesima vertenza che si consumerà ai tavoli, oppure gli operai troveranno finalmente il modo per non correre più dietro agli inutili sindacalisti che si ritrovano e organizzeranno con la lotta la propria difesa? Editoriale completo su operaicontro.it/ ...

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Operai Contro

11 hours ago

Operai Contro
Quattro persone o forse di più si sono trovate per caso la sera del 25 gennaio 2016 al Cairo e per caso hanno deciso di prelevare un anonimo ragazzo italiano di 28 anni che si trovava lì, non si sa bene per quale motivo, e sempre per caso lo hanno portato in un luogo segreto e lo hanno seviziato e torturato per sette giorni procurandogli, per caso, abrasioni, ustioni da sigaretta, tagli, scariche elettriche, contusioni estese, decine di fratture ossee, fino ad arrivare a spezzare la vertebra cervicale. Una volta che per caso lo hanno ucciso, questi quattro uomini e forse di più lo hanno trasportato in auto lungo la statale che collega la città de Il Cairo con Alessandria e lo hanno scaricato in un fosso. Erano quattro e forse più malviventi egiziani che si sono misteriosamente accaniti così tanto su un anonimo ragazzo italiano e ancora oggi a distanza di dieci anni non si sa bene per quale motivo. Lo ha detto il ministro degli esteri italiano Tajani. Sono stati condannati 3 individui, il governo egiziano non c’entra, non ne sa nulla, dice lui. Tre individui a cui questo ragazzo doveva stare particolarmente antipatico, per qualche motivo che non si conosce. Tre individui che tuttavia lo Stato egiziano neanche consegnerà all’Italia dopo la condanna e non si sa perchè. Nessuno sa niente, il ragazzo è morto per caso. Sappiamo però che Tajani ha la faccia come il culo, che il suo governo con il regime di Al Sisi ci fa affari d’oro, come tutti i precedenti governi italiani, che l’Egitto è il principale acquirente degli armamenti prodotti in Italia, che l’azienda italiana Eni in Egitto ci ricava miliardi di profitti, che sull’uccisione di uno studente italiano che faceva ricerche sui sindacati indipendenti egiziani bisogna tacere, perché gli affari vengono prima di tutto. Tutto questo invece si sa. #GiulioRegeni #Tajani #AlSisi #egitto ...

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Operai Contro

12 hours ago

Operai Contro
È incredibile, parlano delle elezioni a Reggio Calabria cercando di capire chi ha vinto, chi ha perso, chi ha tolto i voti a chi, se quella coalizione è più forte senza un pezzo o viceversa, se quell'altra ha favorito o meno il voto utile, ne parlano come se fossero cose che hanno una qualche serietà, un senso, un'attinenza con la realtà, quando a votare è andato il 22% (VENTIDUE!) degli aventi diritto. Si sono trovati con più candidati che elettori, non hanno potuto convincere neanche i loro parenti, ed hanno il coraggio di costruirci sopra un racconto politico. Sono tutti parimenti uguali al nulla, allo zero. E sono tutti squallidamente su#elezioni#reggiocalabriaiocalabria ...

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Operai Contro

1 day ago

Operai Contro
ELECTROLUX OPERAI SPREMI E GETTANon è serio sedersi ai tavoli per discutere di 1400 licenziamenti. Alla fine sindacalisti collaborazionisti si accorderanno sui tagli e gli operai andranno a casa. C’è un’altra possibilità: non è tempo di trattare, oltre agli scioperi generali rallentare la produzione, blocco delle merci in uscita. Se il gioco si fa duro è bene che i duri inizino a giocare.Link nei commenti. #elettrolux #operai ...
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Operai Contro

1 day ago

Operai Contro
Tre dei quattro 007 egiziani, ritenuti responsabili di aver sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore italiano Giulio Regeni, sono stati condannati dalla Corte d’Assise di Roma alla pena di 10 anni di carcere. Assolto il generale, il più alto in grado tra loro. Decade l'accusa di omicidio, dieci anni di carcere per il sequestro e le torture, somiglia a un contentino, non ad una vera sentenza di giustizia, per chi da anni chiede verità e giustizia per Giulio. La famiglia Regeni nei giorni scorsi aveva detto che è stato già difficile arrivare fin qui. Ed ha ragione. A mettersi di traverso, a insabbiare e depistare, non è stato soltanto il regime di Al Sisi. Anche lo Stato italiano non voleva che si arrivasse a identificare i responsabili, a raccogliere le prove, a ricostruire l’attività di Giulio in Egitto e la reazione che aveva provocato nel regime egiziano.Per lo Stato italiano bisognava salvaguardare anzitutto gli affari e gli interessi con l'Egitto. Giulio non valeva una sola giornata di ricavi da gas e petrolio della nostra Eni, la principale azienda produttrice in quell'area. Se si è arrivati fin qui, ad una scialba ed innocua sentenza, è solo grazie agli sforzi della famiglia e all'instancabile sostegno che è arrivato dalle reti civiche.Se ai 3 agenti egiziani è stata comminata una condanna risibile, che per di più non verrà mai applicata, i mandanti dell’omicidio invece non saranno mai processati, perché questo significherebbe risalire fino ai vertici del potere politico egiziano. Fare i conti con Al Sisi e con gli interessi in campo delle rispettive borghesie nazionali. La sentenza di oggi non può fermare la rabbia di chi chiede ancora verità e giustizia per Giulio Regeni. ...

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22 Giu

Alla Stellantis di Pomigliano “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

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LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

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MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ

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PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

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Giornale per la critica, la lotta, l'organizzazione degli operai contro lo sfruttamento

“Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Nata “Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Natale, io m’aggio fatto o presepio”.

Alla Stellantis di Pomigliano sembra di essere costantemente in “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo. Così “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

https://operaicontro.it/2026/06/22/anche-questanno-nella-ricorrenza-del-santo-natale-io-maggio-fatto-o-presepio/
LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME Dalle trombon LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

Dalle trombonate sulla patria-nazione, alla bella fatica degli schiavi, all’amore idealizzato non corrisposto che il patriarcato porta a giustificazione della violenza sulle donne, la gioventù deve adeguarsi all’obbedienza cieca all’autorità costituita. Ma non basteranno quattro righe di professori asserviti al governo a cancellare la protesta sociale delle nuove generazioni.

https://operaicontro.it/2026/06/19/le-tracce-delleducazione-di-regime/
MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ
Oggi è stato distribuito agli studenti dell’esame di maturità il programma del Dio, Patria e Famiglia, con qualche variante sul tema.
https://operaicontro.it/2026/06/18/maturita-2026-un-esame-politico-per-addomesticare-la-gioventu/
PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE. 16 giugno, 247° giorn PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE.

16 giugno, 247° giorno di presidio. Ogni giorno davanti ai cancelli per resistere, ogni giorno notizie da valutare, di decisioni da prendere per non farsi ingannare da impegni non chiari e promesse illusorie.

https://operaicontro.it/2026/06/17/pmc-melfi-notizie-fresche/
EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI L’andamento EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI
L’andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all’influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.
https://operaicontro.it/2026/06/15/eppur-si-muovono-gli-operai-iraniani/
ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOT ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOTTI
La dura realtà dei salari operai può essere frullata in favole di sconti sulle tasse, piccoli bonus a pioggia e promesse future... ma rimane il dato di fatto incontrovertibile: meno otto punti rispetto al 2019, gli aumenti contrattuali già rimangiati dall’inflazione. La Meloni può raccontare ciò che vuole.

https://operaicontro.it/2026/06/13/altro-che-aumentati-i-salari-operai-si-sono-ridotti/
PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO L’unico p PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO
L’unico punto di forza rimasto in mano agli operai è il presidio con assemblea permanente e non hanno intenzione di cedere. La politica adottata dal padrone è quella del carciofo, mangiare una foglia alla volta. Con uscite incentivate, pensionamenti forzati e ricatti sugli stipendi, finirà che degli impegni a parole sulla ripresa produttiva non resterà niente. Gli operai sanno che tutto si gioca sui cancelli della fabbrica.
Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi

https://operaicontro.it/2026/06/10/pmc-melfi-siamo-a-otto-mesi-di-presidio/
ACCIAIO DI STATO Nazionalizzare l’ex Ilva? E se se ACCIAIO DI STATO
Nazionalizzare l’ex Ilva? E se servisse a produrre acciaio di Stato per armamenti cosa ne direbbero capi sindacali e sindacatini pacifisti che gridano da mesi che l’unica soluzione è la nazionalizzazione? E’ nell’interesse degli operai non farsi coinvolgere nella scelta di quale padrone o di quale merce produrre, in tutti i casi saranno costretti a lavorare per i profitti di qualcuno. La guerra alla guerra la condurranno alla sola condizione di saper difendere il salario e la propria salute.

https://operaicontro.it/2026/06/08/acciaio-di-stato/
CLANDESTINI PER DECRETO Il governo sta varando un CLANDESTINI PER DECRETO
Il governo sta varando un altro decreto, in linea con le borghesie europee, una nuova stretta sull’emigrazione. Dichiarano che vogliono controllarla con flussi regolari, fumo negli occhi per il razzismo diffuso dei loro elettori. Nel 2025 solo un migrante su 5 ha ricevuto un regolare permesso di soggiorno, gli altri quattro sono diventati clandestini per decreto.

https://operaicontro.it/2026/06/07/clandestini-per-decreto/
La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei qu La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei quattro braccianti bruciati vivi non si parlerà più, ma migliaia di altri schiavi salariati stanno continuando a piegare la schiena per pochi euro sotto la violenta sferza dei padroni e dei caporali, nell’indifferenza degli “indignati” e degli “innocenti”.
Un metodo strutturato per lo sfruttamento nell’agricoltura calabrese di oltre 11mila braccianti stranieri, metodo che tutti conoscono, che alcuni denunciano, ma nessuno mette veramente in discussione. Salvo poi svegliarsi ai fuochi di Rosarno. La soluzione al problema non verrà dall’alto ma dal basso profondo

https://operaicontro.it/2026/06/06/fra-qualche-giorno-tutto-sara-dimenticato/
SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SU ESSO SI FONDA.
Quando a fondamento della Repubblica misero il lavoro, senza liberarlo dal padrone, condannarono gli operai ad una schiavitù che 80 anni di palliativi non hanno abolito. Anzi, oggi si presenta brutale e senza veli ed investe tutti i luoghi del lavoro a salario. L’intervento di qualche magistrato non cambia la sostanza, la evidenzia solo ancora di più.

https://operaicontro.it/2026/06/04/se-questo-e-il-lavoro-maledetta-la-repubblica-che-su-esso-si-fonda/
BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO Se è stata BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO
Se è stata possibile una strage del genere la sua origine va cercata nei rapporti di lavoro fra braccianti emigrati e i loro padroni nelle campagne, di questa “civile Italia”. I profitti delle grandi catene alimentari passano per la riduzione in schiavitù di questi operai, con la collaborazione di mafie e caporali, con la copertura di politici ed istituzioni.

https://operaicontro.it/2026/06/03/bruciati-vivi-per-un-miserabile-salario/
Orsini, il presidente di Confindustria ha denuncia Orsini, il presidente di Confindustria ha denunciato salari troppo bassi, come se loro, i padroni, non ne fossero i diretti responsabili. L’obiettivo è chiaro: sia lo Stato ad integrarli con l’intervento fiscale, così “loro” si garantiscono i profitti e il consumatore operaio ha qualche briciola in più, che si paga lui stesso attraverso una riduzione dei servizi sociali.

https://www.operaicontro.it/2026/05/30/dal-danno-alla-beffa-e-ritorno/
IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il pi IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il piano ha l’obiettivo di puntare dove lo sfruttamento operaio renda di più. Dall’America alla Cina passando per l’Italia. I padroni fanno i padroni, e non hanno patria. Il loro unico obiettivo è il profitto. Tutto il resto è niente. La nazione, il lavoro, la solidarietà, il diritto, la Costituzione, tutte cazzate che lasciano ai loro parolai della politica della stampa e dei giornali e anche del sindacato.
Come operai dovremmo cominciare a ragionare come loro. Quali sono i nostri obiettivi immediati? Un salario per poter sopravvivere? Condizioni di lavoro meno bestiali? E allora dobbiamo puntare a quello. Se organizzati, facciamo sentire il nostro peso collettivo e, allora, diventiamo un problema da risolvere. Se stiamo zitti e ci affidiamo alle mezze calzette che ci rappresentano, i padroni sanno che possono controllarci e non hanno nessun ostacolo a fare esclusivamente i propri interessi. Allora, basta “piani industriali”, “tavoli di concertazione” dove nullità politiche e sindacali parlano del nulla. Cominciamo a ragionare come organizzarci per reagire. Mettendo in conto anche il fatto che, se il sistema dei padroni non è più capace neanche di assicurarci la sopravvivenza come schiavi salariati, significa che è arrivato il momento di farla finita con questo sistema.

https://www.operaicontro.it/2026/05/29/il-piano-di-filosa-per-azionisti-stellantis/
Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra muoiono di vecchiaia rispettati come diplomatici e funzionari. Il nuovo colonialismo imperialista non ha cambiato strada ma solo forma. La stessa oppressione dei popoli e la stessa rapina di materie prime.
Etienne Davignon è morto di “vecchiaia” qualche giorno fa dopo aver trascorso una vita da “rispettabile” diplomatico belga dopo che nel 1961 aveva preso parte attiva alle torture che portarono alla morte di Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, leader del movimento di liberazione nazionale contro il dominio coloniale belga sciolto poi nell’acido per mano del Belgio che lui rappresentava e della CIA. 
Le atrocità del colonialismo belga, inglese, francese, e non ultimo del fascismo Italiano in Somalia Etiopia e Libia, sono state la base su cui si è costruita la “democrazia” del xx secolo nei paesi “civilizzatori europei”.
Eppure, quando, molto raramente, si trova qualche notizia o riferimento, del massacro e genocidio di intere popolazioni, commesso dalle “democrazie” dei paesi a capitalismo più sviluppato, nell’esportare democrazia, lo si definisce “vergognosa pagina, nella storia di queste democrazie…”. Sarà per questo che c’è tanta tolleranza verso Israele, “la sola democrazia del Medio Oriente”, nel genocidio che sta commettendo verso il popolo palestinese.
Ma le potenze coloniali di ieri e di oggi possono sciogliere nell’acido o seppellire sotto le macerie intere popolazioni, ma non dormiranno mai sonni tranquilli, perché sparsi su tutto il globo terreste quei popoli, che hanno subito la violenza del colonialismo, e che non lo ritengono “una pagina vergognosa”, sono assetati di vendetta. Ci sarà sempre un leader come Lumumba a indirizzare e a dare un senso alla loro rabbia. E meglio di Lumumba, saprà traghettare il popolo in rivolta verso “l’internazionalismo proletario”.

https://www.operaicontro.it/2026/05/28/muoiono-di-vecchiaia/
𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨: 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐄 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐈.

https://www.operaicontro.it/2026/05/24/dalla-panda-allelettrico-schiavi-ieri-e-schiavi-domani/
MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANT MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANTE
I cinque giovani, bianchi, italianissimi hanno avuto dei buoni maestri in Salvini, Vannacci e soci. Colpire a morte un nero, bracciante è sembrata loro la giusta conclusione di una giornata da sbandati. Altro che morte inspiegabile, lo sfondo è la famosa remigrazione.

https://www.operaicontro.it/2026/05/20/morire-accoltellato-perche-nero-perche-bracciante/
L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICC L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICCHETTI OPERAI

Un delegato sindacale del Si-Cobas licenziato per rappresaglia, gli operai rispondono con lo sciopero e il picchetto. Interviene la forza pubblica e sgombera a manganellate, nel silenzio dei sindacati “più rappresentativi” e delle forze politiche della “democratica” Bologna.

https://www.operaicontro.it/2026/05/19/lutilita-dei-decreti-sicurezza-sgomberare-i-picchetti-operai/
LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE L’aument LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE

L’aumento dei nuovi posti di lavoro è pura e semplice propaganda, coperta dall’Istat che rimaneggia i dati secondo convenienza governativa. Sono invece reali l’incremento delle ore di cassa integrazione e la diminuzione del potere di acquisto dei salari degli operai e degli stipendi degli impiegati di basso livello.

https://www.operaicontro.it/2026/05/18/le-fake-news-dellistat-sulloccupazione/
ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINI ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINISTERIALI
Un piano da 1700 licenziamenti, la risposta si centrerà sui soliti tavoli romani conditi, a parole, di tanta solidarietà politico istituzionale, o qualcos’altro? Dipenderà da come gli operai, oltre i capi sindacali compromessi, oltre le promesse di ricollocazione fasulle, reagiranno.

https://www.operaicontro.it/2026/05/16/electrolux-ricominciano-i-balletti-ai-tavoli-ministeriali/
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