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Indonesia, minatori di zolfo costretti a lavorare nel cratere di un vulcano attivo

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Operai Contro
25 Gennaio 2015
Sull’isola di Java in Indonesia, il vulcano attivo Ijen presenta una grande miniera di zolfo all’interno del suo cratere. Qui da circa 40 anni circa 400 minatori si calano tra i fumi tossici ed estraggono l’elemento dalle lastre delle pareti vulcaniche. Il fotografo Taufan Wijaya li ha immortalati mentre trasportano per più di 9 km carichi di zolfo che arrivano anche al doppio del loro peso corporeo, tra esalazioni tossiche e salite durissime. Tutto per circa 6 euro al giorno.  Operai questi minatori sono nostri fratelli che il padrone ha condannato a morte 3 / 11
  • Sull’isola di Java in Indonesia, il vulcano attivo Ijen presenta una grande miniera di zolfo all’interno del suo cratere. Qui da circa 40 anni circa 400 minatori si calano tra i fumi tossici ed estraggono l’elemento dalle lastre delle pareti vulcaniche. Il fotografo Taufan Wijaya li ha immortalati mentre trasportano per più di 9 km carichi di zolfo che arrivano anche al doppio del loro peso corporeo, tra esalazioni tossiche e salite durissime. Tutto per circa 6 euro al giorno. 
  • Operai questi minatori sono nostri fratelli che il padrone ha condannato a morte
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I post della rivolta operaia contro il lavoro salariato.

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6 days ago

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Continua a salire l'inflazione. Addirittura un punto sopra lo stesso periodo dello scorso anno. Salari ridotti all'osso per pagare i generi alimentari, i farmaci, le spese familiari, per sostenere i costi energetici e dei carburanti che salgono anche per effetto delle guerre criminali che le nazioni imperialistiche trainate dai grandi speculatori finanziari e industriali e dai loro servi di regime portano avanti in giro per il mondo. I ceti popolari e la classe operaia sono allo stremo, nella miseria più nera, ma loro continuano a parlarci del Ranucci di turno e del problema immigrazione utilizzate come armi di propaganda e di distrazione di massa. Serve organizzarsi e lottare contro chi ci sta trascinando nel baratro. ...

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1 week ago

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La fabbrica #Stellantis Melfi riapre il 19 agosto ma alcuni operai devono recarsi allo stabilimento già oggi e domani e l'azienda non garantisce il trasporto in autobus per chi parte dalla provincia di Matera. Obbligano gli operai a farsi 200 chilometri con i mezzi propri. Non c'è proprio limite allo schifo dello sfruttamento padronale. ...

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2 weeks ago

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Un governo in crisi di consensi, pressato alla sua destra da nuovi rampanti nazionalismi, che faranno la sua stessa fine, trova margini di azione sul vecchio baluardo dell'immigrazione. E pure i governi socialdemocratici che si riempiono la bocca di Europa federale e solidale gli corrono dietro. Sulla pelle dei poveri nessuno si tira indietro, ogni governo getta la sua forca. A Ceuta i controlli alla frontiera funzionano come interruttori, ora spenti, ora accesi, per utilizzare la disperazione di migliaia di giovani in miseria e regolare gli interessi tra le borghesie nazionali sulle due sponde del Mediterraneo, con la complicità di Trump e Netanyahu e delle borghesie dei rispettivi paesi che portano avanti la loro guerra imperialista in Medio Oriente e in Palestina. Di rimando i governi europei utilizzano la paura "dell'arrivo dei barbari" per indirizzare, laddove non nuoce a loro, la rabbia dei ceti popolari scaraventati nella povertà dalla crisi economica che i loro stessi governi gestiscono e acuiscono. Fa comodo intrattenersi nelle calde ore di agosto a parlare di Schengen, di passaporti e controlli, a creare casi politici dal nulla, a far credere che la miseria degli operai europei dipenda dal numero dei migranti che possono arrivare dai paesi africani, quando chi non ce la fa a pagarsi un affitto e le spese mediche, chi non ce la fa a portare una famiglia avanti, a trovare un salario e un lavoro dignitosi, è debole e non si organizza con gli altri. La storia dell'immigrazione come piatto piccante del giorno da servire in cambio di una manciata di voti per formare altri governi che fanno gli interessi dei ricchi e dei possidenti finirà. Finirà quando smetteremo di farci trattare da burattini, smetteremo di credere che le frontiere siano il territorio di battaglia per gli interessi di noi poveri operai, proletari, disoccupati, smetteremo di farci usare da questi quattro governanti zelanti servi del capitale. Finirà quando ci organizzeremo insieme, chi sta al di qua e al di là dei muri, nelle stesse condizioni di sfruttamento, facendo saltare il sistema dei controlli a comando, dei finti blocchi navali, dei fantasiosi centri in Albania. Vedremo poi la paura che indirizzo prenderà, chi dovrà avere paura di chi. #Meloni #Ceuta #Schengen #immigrazione ...

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2 weeks ago

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𝐒𝐈 𝐌𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐀𝐋 𝐂𝐀𝐋𝐃𝐎? 𝐍𝐎! 𝐔𝐂𝐂𝐈𝐒𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐈𝐓𝐓𝐎𝐋𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢. 𝐋𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢.𝐂𝐚𝐫𝐨 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐦𝐚 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢/𝐛𝐚𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨 𝐌𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐧𝐞. 𝐋𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐯𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞, 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐨𝐫𝐝 𝐚𝐥 𝐒𝐮𝐝, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞.𝐈 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢 (𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨) 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐚𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝟑𝟔%. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚: “𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐚𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝟔 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝟒𝟖𝟐 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢, 𝐝𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝟏𝟐𝟔 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐢𝐭𝐢𝐧𝐞𝐫𝐞”. 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨 𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢 𝟕𝟓𝟎, 𝐝𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝟔𝟑𝟎 𝐬𝐮𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. (𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟎 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐚 𝟖𝟓𝟎 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨).𝐀𝐡𝐦𝐞𝐝 𝐁𝐞𝐥𝐤𝐢𝐡𝐚𝐥, 𝟔𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐠𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚, 𝐬𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝟐𝟕 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐍𝐨𝐭𝐨 (𝐒𝐢). 𝐈𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐢𝐥𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢. 𝐒𝐢𝐚 𝐥𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚, 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐞. 𝐈𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐀𝐡𝐦𝐞𝐝 𝐁𝐞𝐥𝐤𝐢𝐡𝐚𝐥 𝐡𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. 𝐀 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐨 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐩𝐢𝐭𝐞𝐫𝐚̀ 𝐮𝐧 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐫𝐞? 𝐑𝐢𝐮𝐬𝐜𝐢𝐫𝐚̀ 𝐚𝐝 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐫𝐮𝐛𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨?𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐚, 𝐜𝐚𝐫𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝟒𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟑𝟏 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨 (𝐁𝐒) 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟓,𝟑𝟎 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟑𝟎 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐢. 𝐔𝐧 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢, 𝐮𝐧’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚, 𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨, 𝐯𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞𝐝𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 “𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐞𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐮𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚: “𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚”? 𝐄 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐳𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ “𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨?𝐆𝐡𝐞𝐨𝐫𝐠𝐡𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧 𝐁𝐮𝐫𝐣𝐚𝐧, 𝟏𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐫𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟐 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐞𝐦𝐨𝐧𝐚, 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐦𝐞𝐫𝐢𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚 𝟒𝟎 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐢, 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐢, 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐠𝐧𝐨 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐫𝐞𝐦𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞. 𝐋𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨𝐬𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐞 “𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢”, 𝐦𝐚 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞. 𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐢 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢, 𝐢 𝐦𝐞𝐥𝐨𝐧𝐞𝐬 𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚, 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐳𝐢𝐭𝐭𝐢. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐛𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 “𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨”, 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐯𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐆𝐡𝐞𝐨𝐫𝐠𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐢 𝟒𝟎 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐢, 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐯𝐢𝐞𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚?𝐍𝐢𝐜𝐮 𝐓𝐞𝐫𝐥𝐞𝐭𝐜𝐡𝐢, 𝟑𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐦𝐨𝐥𝐝𝐚𝐯𝐨, 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐮𝐫𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐄𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚, 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚. 𝐇𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧 𝐕. 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝟒𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐫𝐨𝐦𝐞𝐧𝐞. 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚 “𝐋𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚” 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐀𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚: “𝐒𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐥𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐝𝐚 𝐮𝐧’𝐨𝐫𝐚”. 𝐂𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢. 𝐀𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐨𝐥𝐝𝐚𝐯𝐢𝐚, 𝐍𝐢𝐜𝐮 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨. 𝐂𝐡𝐢𝐬𝐬𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 “𝐬𝐜𝐚𝐫𝐭𝐨” 𝐨 “𝐟𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚” 𝐨 “𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨”, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐚𝐜𝐢, 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞. 𝐕𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢, 𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐈𝐦𝐩𝐢𝐞𝐠𝐨, 𝐥𝐚 𝐃𝐈𝐃 “𝐃𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐈𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐃𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐭𝐚̀” 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞.𝐋𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐬𝐮 𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐨𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚, 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐫𝐜𝐮𝐨𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢. 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐟𝐟𝐨. 𝐂𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝟏𝟕 𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨. 𝐔𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢, (𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨) 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐫𝐫𝐞𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨, 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢𝐚, 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞; 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐢; 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐮𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐢 𝐎𝐱𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫 ...
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2 weeks ago

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22 Giu

Alla Stellantis di Pomigliano “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

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19 Giu

LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

Rispondi su Twitter 2068097258088763495 Retweet su Twitter 2068097258088763495 Mi piace su Twitter 2068097258088763495 X 2068097258088763495
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MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ

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PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

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Giornale per la critica, la lotta, l'organizzazione degli operai contro lo sfruttamento

“Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Nata “Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Natale, io m’aggio fatto o presepio”.

Alla Stellantis di Pomigliano sembra di essere costantemente in “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo. Così “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

https://operaicontro.it/2026/06/22/anche-questanno-nella-ricorrenza-del-santo-natale-io-maggio-fatto-o-presepio/
LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME Dalle trombon LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

Dalle trombonate sulla patria-nazione, alla bella fatica degli schiavi, all’amore idealizzato non corrisposto che il patriarcato porta a giustificazione della violenza sulle donne, la gioventù deve adeguarsi all’obbedienza cieca all’autorità costituita. Ma non basteranno quattro righe di professori asserviti al governo a cancellare la protesta sociale delle nuove generazioni.

https://operaicontro.it/2026/06/19/le-tracce-delleducazione-di-regime/
MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ
Oggi è stato distribuito agli studenti dell’esame di maturità il programma del Dio, Patria e Famiglia, con qualche variante sul tema.
https://operaicontro.it/2026/06/18/maturita-2026-un-esame-politico-per-addomesticare-la-gioventu/
PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE. 16 giugno, 247° giorn PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE.

16 giugno, 247° giorno di presidio. Ogni giorno davanti ai cancelli per resistere, ogni giorno notizie da valutare, di decisioni da prendere per non farsi ingannare da impegni non chiari e promesse illusorie.

https://operaicontro.it/2026/06/17/pmc-melfi-notizie-fresche/
EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI L’andamento EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI
L’andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all’influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.
https://operaicontro.it/2026/06/15/eppur-si-muovono-gli-operai-iraniani/
ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOT ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOTTI
La dura realtà dei salari operai può essere frullata in favole di sconti sulle tasse, piccoli bonus a pioggia e promesse future... ma rimane il dato di fatto incontrovertibile: meno otto punti rispetto al 2019, gli aumenti contrattuali già rimangiati dall’inflazione. La Meloni può raccontare ciò che vuole.

https://operaicontro.it/2026/06/13/altro-che-aumentati-i-salari-operai-si-sono-ridotti/
PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO L’unico p PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO
L’unico punto di forza rimasto in mano agli operai è il presidio con assemblea permanente e non hanno intenzione di cedere. La politica adottata dal padrone è quella del carciofo, mangiare una foglia alla volta. Con uscite incentivate, pensionamenti forzati e ricatti sugli stipendi, finirà che degli impegni a parole sulla ripresa produttiva non resterà niente. Gli operai sanno che tutto si gioca sui cancelli della fabbrica.
Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi

https://operaicontro.it/2026/06/10/pmc-melfi-siamo-a-otto-mesi-di-presidio/
ACCIAIO DI STATO Nazionalizzare l’ex Ilva? E se se ACCIAIO DI STATO
Nazionalizzare l’ex Ilva? E se servisse a produrre acciaio di Stato per armamenti cosa ne direbbero capi sindacali e sindacatini pacifisti che gridano da mesi che l’unica soluzione è la nazionalizzazione? E’ nell’interesse degli operai non farsi coinvolgere nella scelta di quale padrone o di quale merce produrre, in tutti i casi saranno costretti a lavorare per i profitti di qualcuno. La guerra alla guerra la condurranno alla sola condizione di saper difendere il salario e la propria salute.

https://operaicontro.it/2026/06/08/acciaio-di-stato/
CLANDESTINI PER DECRETO Il governo sta varando un CLANDESTINI PER DECRETO
Il governo sta varando un altro decreto, in linea con le borghesie europee, una nuova stretta sull’emigrazione. Dichiarano che vogliono controllarla con flussi regolari, fumo negli occhi per il razzismo diffuso dei loro elettori. Nel 2025 solo un migrante su 5 ha ricevuto un regolare permesso di soggiorno, gli altri quattro sono diventati clandestini per decreto.

https://operaicontro.it/2026/06/07/clandestini-per-decreto/
La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei qu La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei quattro braccianti bruciati vivi non si parlerà più, ma migliaia di altri schiavi salariati stanno continuando a piegare la schiena per pochi euro sotto la violenta sferza dei padroni e dei caporali, nell’indifferenza degli “indignati” e degli “innocenti”.
Un metodo strutturato per lo sfruttamento nell’agricoltura calabrese di oltre 11mila braccianti stranieri, metodo che tutti conoscono, che alcuni denunciano, ma nessuno mette veramente in discussione. Salvo poi svegliarsi ai fuochi di Rosarno. La soluzione al problema non verrà dall’alto ma dal basso profondo

https://operaicontro.it/2026/06/06/fra-qualche-giorno-tutto-sara-dimenticato/
SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SU ESSO SI FONDA.
Quando a fondamento della Repubblica misero il lavoro, senza liberarlo dal padrone, condannarono gli operai ad una schiavitù che 80 anni di palliativi non hanno abolito. Anzi, oggi si presenta brutale e senza veli ed investe tutti i luoghi del lavoro a salario. L’intervento di qualche magistrato non cambia la sostanza, la evidenzia solo ancora di più.

https://operaicontro.it/2026/06/04/se-questo-e-il-lavoro-maledetta-la-repubblica-che-su-esso-si-fonda/
BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO Se è stata BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO
Se è stata possibile una strage del genere la sua origine va cercata nei rapporti di lavoro fra braccianti emigrati e i loro padroni nelle campagne, di questa “civile Italia”. I profitti delle grandi catene alimentari passano per la riduzione in schiavitù di questi operai, con la collaborazione di mafie e caporali, con la copertura di politici ed istituzioni.

https://operaicontro.it/2026/06/03/bruciati-vivi-per-un-miserabile-salario/
Orsini, il presidente di Confindustria ha denuncia Orsini, il presidente di Confindustria ha denunciato salari troppo bassi, come se loro, i padroni, non ne fossero i diretti responsabili. L’obiettivo è chiaro: sia lo Stato ad integrarli con l’intervento fiscale, così “loro” si garantiscono i profitti e il consumatore operaio ha qualche briciola in più, che si paga lui stesso attraverso una riduzione dei servizi sociali.

https://www.operaicontro.it/2026/05/30/dal-danno-alla-beffa-e-ritorno/
IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il pi IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il piano ha l’obiettivo di puntare dove lo sfruttamento operaio renda di più. Dall’America alla Cina passando per l’Italia. I padroni fanno i padroni, e non hanno patria. Il loro unico obiettivo è il profitto. Tutto il resto è niente. La nazione, il lavoro, la solidarietà, il diritto, la Costituzione, tutte cazzate che lasciano ai loro parolai della politica della stampa e dei giornali e anche del sindacato.
Come operai dovremmo cominciare a ragionare come loro. Quali sono i nostri obiettivi immediati? Un salario per poter sopravvivere? Condizioni di lavoro meno bestiali? E allora dobbiamo puntare a quello. Se organizzati, facciamo sentire il nostro peso collettivo e, allora, diventiamo un problema da risolvere. Se stiamo zitti e ci affidiamo alle mezze calzette che ci rappresentano, i padroni sanno che possono controllarci e non hanno nessun ostacolo a fare esclusivamente i propri interessi. Allora, basta “piani industriali”, “tavoli di concertazione” dove nullità politiche e sindacali parlano del nulla. Cominciamo a ragionare come organizzarci per reagire. Mettendo in conto anche il fatto che, se il sistema dei padroni non è più capace neanche di assicurarci la sopravvivenza come schiavi salariati, significa che è arrivato il momento di farla finita con questo sistema.

https://www.operaicontro.it/2026/05/29/il-piano-di-filosa-per-azionisti-stellantis/
Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra muoiono di vecchiaia rispettati come diplomatici e funzionari. Il nuovo colonialismo imperialista non ha cambiato strada ma solo forma. La stessa oppressione dei popoli e la stessa rapina di materie prime.
Etienne Davignon è morto di “vecchiaia” qualche giorno fa dopo aver trascorso una vita da “rispettabile” diplomatico belga dopo che nel 1961 aveva preso parte attiva alle torture che portarono alla morte di Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, leader del movimento di liberazione nazionale contro il dominio coloniale belga sciolto poi nell’acido per mano del Belgio che lui rappresentava e della CIA. 
Le atrocità del colonialismo belga, inglese, francese, e non ultimo del fascismo Italiano in Somalia Etiopia e Libia, sono state la base su cui si è costruita la “democrazia” del xx secolo nei paesi “civilizzatori europei”.
Eppure, quando, molto raramente, si trova qualche notizia o riferimento, del massacro e genocidio di intere popolazioni, commesso dalle “democrazie” dei paesi a capitalismo più sviluppato, nell’esportare democrazia, lo si definisce “vergognosa pagina, nella storia di queste democrazie…”. Sarà per questo che c’è tanta tolleranza verso Israele, “la sola democrazia del Medio Oriente”, nel genocidio che sta commettendo verso il popolo palestinese.
Ma le potenze coloniali di ieri e di oggi possono sciogliere nell’acido o seppellire sotto le macerie intere popolazioni, ma non dormiranno mai sonni tranquilli, perché sparsi su tutto il globo terreste quei popoli, che hanno subito la violenza del colonialismo, e che non lo ritengono “una pagina vergognosa”, sono assetati di vendetta. Ci sarà sempre un leader come Lumumba a indirizzare e a dare un senso alla loro rabbia. E meglio di Lumumba, saprà traghettare il popolo in rivolta verso “l’internazionalismo proletario”.

https://www.operaicontro.it/2026/05/28/muoiono-di-vecchiaia/
𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨: 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐄 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐈.

https://www.operaicontro.it/2026/05/24/dalla-panda-allelettrico-schiavi-ieri-e-schiavi-domani/
MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANT MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANTE
I cinque giovani, bianchi, italianissimi hanno avuto dei buoni maestri in Salvini, Vannacci e soci. Colpire a morte un nero, bracciante è sembrata loro la giusta conclusione di una giornata da sbandati. Altro che morte inspiegabile, lo sfondo è la famosa remigrazione.

https://www.operaicontro.it/2026/05/20/morire-accoltellato-perche-nero-perche-bracciante/
L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICC L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICCHETTI OPERAI

Un delegato sindacale del Si-Cobas licenziato per rappresaglia, gli operai rispondono con lo sciopero e il picchetto. Interviene la forza pubblica e sgombera a manganellate, nel silenzio dei sindacati “più rappresentativi” e delle forze politiche della “democratica” Bologna.

https://www.operaicontro.it/2026/05/19/lutilita-dei-decreti-sicurezza-sgomberare-i-picchetti-operai/
LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE L’aument LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE

L’aumento dei nuovi posti di lavoro è pura e semplice propaganda, coperta dall’Istat che rimaneggia i dati secondo convenienza governativa. Sono invece reali l’incremento delle ore di cassa integrazione e la diminuzione del potere di acquisto dei salari degli operai e degli stipendi degli impiegati di basso livello.

https://www.operaicontro.it/2026/05/18/le-fake-news-dellistat-sulloccupazione/
ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINI ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINISTERIALI
Un piano da 1700 licenziamenti, la risposta si centrerà sui soliti tavoli romani conditi, a parole, di tanta solidarietà politico istituzionale, o qualcos’altro? Dipenderà da come gli operai, oltre i capi sindacali compromessi, oltre le promesse di ricollocazione fasulle, reagiranno.

https://www.operaicontro.it/2026/05/16/electrolux-ricominciano-i-balletti-ai-tavoli-ministeriali/
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