MELONI, AVAMPOSTO EUROPEO DELLA CACCIA AI MIGRANTI

Governi che organizzano campi di concentramento in paesi terzi, che rastrellano per le strade delle città migranti spinti dalla miseria che loro stessi hanno prodotto nei paesi d’origine, dove pensano di andare? La forza dei nuovi popoli in marcia, unita alla ribellione di chi cade in miseria giorno per giorno, li travolgerà.

Governi che organizzano campi di concentramento in paesi terzi, che rastrellano per le strade delle città migranti spinti dalla miseria che loro stessi hanno prodotto nei paesi d’origine, dove pensano di andare? La forza dei nuovi popoli in marcia, unita alla ribellione di chi cade in miseria giorno per giorno, li travolgerà.

Caro Operai Contro, la vicenda Ceuta si sta rivelando la punta di un iceberg che vede l’Ue affrontare la questione dei migranti divisa, per non dire a rimorchio di un pugno di paesi, con Meloni (anche dai social) in testa, che vogliono spedire in appositi centri in Africa i migranti.
Questo è il vero fine del Patto sulle migrazioni e l’asilo, in vigore dal 12 giugno 2026: la pretesa di mettere fine alla possibilità che migranti, sbarcati sulle coste meridionali di alcuni paesi europei, possano andare in altri paesi, alla ricerca di migliori condizioni di lavoro e condizione sociale, o per riunirsi ad amici e parenti.
Per Meloni che punta tutto sui centri di rimpatrio extra Ue, potrebbe rivelarsi un boomerang, (dal momento che il suddetto Patto stabilisce che i migranti devono restare nei paesi di primo arrivo). Non è un caso che la Germania vuole rimandare in Italia migliaia di migranti, erano 60 mila a dicembre 2025. Poi diminuiti con un accordo fra i 2 governi che cancellava il pregresso (ovvero quelli arrivati prima del 12 giugno 2026). A tutt’oggi Piantedosi balbetta, appellandosi a inesistenti “compensazioni” (per accogliere i rientri dalla Germania) che il Patto non prevede.
Già in rotta di collisione con la Spagna per la strumentale sospensione ad uso elettorale interno del trattato di Schengen, voluta dal governo italiano proprio nei confronti della Spagna a seguito dei fatti di Ceuta, Meloni è ripartita alla carica, scaraventata più che sospinta dal vento vannacciano, di cui l’ultima “trovata” esalta e propugna il patriarcato, una mossa che potrebbe sottrarre a FDI altre quote di elettorato di quella piccola borghesia bottegaia reazionaria e di un sottoproletariato incarognito, alle prossime elezioni politiche.
Sempre soffiando sul fuoco del razzismo, usando i migranti come gran cassa in una perenne campagna elettorale, Meloni ha trovato un’alleata nella leader socialdemocratica Mette Fredriksen, a capo del governo in Danimarca.
Un connubio che alza il tiro e spariglia le carte nel parlamento europeo. Sostiene la deportazione in Africa dei migranti. In pratica Meloni vuole che l’Ue segua l’esempio dell’Italia con i suoi Cpr/lager in Albania, li riconosca legalmente per poterli rendere operativi. Poichè finora i Cpr/lager in Albania voluti dal governo Meloni, fuori dai confini nazionali sono illegali. Incompatibili con l’ordinamento dell’Unione, bocciati prima dalla magistratura italiana, poi da quella europea.
In pochi giorni al governo italiano e danese, si sono aggiunti, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia, diventando 6 (su 27 ) i paesi che in nome della difesa della “Fortezza europea”, spingono l’Ue perché si attrezzi a spedire i migranti nei paesi Ue in appositi centri in Uganda. Il quotidiano Avvenire riporta che l’avanzamento dei negoziati, sotto la regia della Danimarca, ha un programma pilota in grado di accogliere 10 mila migranti “le cui domande di asilo sono già state respinte nei Paesi dell’Ue in cui erano arrivati per la prima volta”.
Ciò detto, ben sapendo fra l’altro che la stragrande maggioranza non ha fatto la domanda di asilo, perché prima non c’era l’obbligo di farla nel paese di primo arrivo. Questa è solo una fra le tante considerazioni di questa tragedia sulla pelle dei migranti, che vede il governo italiano in prima fila tra i manovratori, nel silenzio più totale quando non accondiscendenza della Commissione e degli organismi ufficiali della Ue.
Saluti Oxervator

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