Operai Contro Giornale per la critica, la lotta, l’organizzazione degli operai contro lo sfruttamento
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    TERIM APPELLO DEGLI OPERAI

    Posted 6 Marzo 2009

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    OPERAI PARMA

    Posted 6 Marzo 2009

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    DAL 2000 ISRAELE HA UCCISO SEIMILA PALESTINESI

    Posted 6 Marzo 2009

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    IL TREMORTI INCOGNITO

    Posted 6 Marzo 2009

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    FRANCESCHINI: L’ALFIERE DELLA POLIZIA

    Posted 6 Marzo 2009

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    I PADRONI LICENZIANO LE BALDRACCHE

    Posted 5 Marzo 2009

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    BORSE: LA PIOGGIA DI MERDA DIVENTA UNA TEMPESTA

    Posted 5 Marzo 2009

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    AUTO: GM A RISCHIO CHIUSURA

    Posted 5 Marzo 2009

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    LA VALANGA SI AVVICINA

    Posted 5 Marzo 2009

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    LA FIAT-FERRARI LICENZIA GLI INTERINALI

    Posted 5 Marzo 2009

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Operai Contro

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I post della rivolta operaia contro il lavoro salariato.

Operai Contro

50 minutes ago

Operai Contro
Stanno facendo terrorismo in ogni modo per scoraggiare la partecipazione degli studenti alle manifestazioni organizzate per domani.A Milano inviano l’esercito, 500 parà attesi.Il nuovo decreto sicurezza è già pronto per colpire chi si ribella, con fermi preventivi per i minorenni, arresto per chi resiste alle manganellate della polizia, e gira con il volto coperto per non farsi schedare. Fanno terrorismo perché hanno il terrore di perdere il controllo sulle masse di giovani che non hanno niente da perdere e che si ribellano per la loro vita di miseria che condividono con le loro famiglie, di emarginazione nelle periferie delle città inaccessibili, immaginate come luna park per ricchi, di criminalizzazione del dissenso, di razzismo politico e burocratico, di diritti negati, di futuro di merda con i lavori futuri fatti per raccogliere la miseria.È passata fin troppo sotto traccia la notizia che in Francia il governo ha imposto in questi giorni il coprifuoco. Lì sono stati già costretti ad ammettere di aver totalmente perso il controllo dell’ordine pubblico, quando i manifestanti hanno preso d’assalto diversi municipi, prefetture e palazzi governativi, con la celere costretta a ritirarsi da molte zone. Ciononostante gli studenti francesi, alcune categorie di lavoratori del comparto pubblico con i loro sindacati e sostenitori dei gilet gialli hanno già fissato le date per le prossime mobilitazioni. Misure come il coprifuoco si usano in guerra e in dittatura. Davanti alla ribellione delle masse oppresse e sfruttate, la classe dominante e i suoi lacché politici sono costretti a mettere alla luce che la loro stessa democrazia ha in sé la possibilità di esercitare un’aperta dittatura contro chi si ribella. Reinterpretano le loro costituzioni e i diritti democratici, e passano all’attuazione di forme di autoritarismo sempre più forti. Se attuano misure da stato di guerra è perché con noi classe subalterna sanno di essere in guerra, allora non abbiamo altra scelta che rispondere a questa guerra con il prepararci ad una rivoluzione sociale che rovesci il potere dei ricchi. Oggi in forme spontanee e ribellioni sparse, domani in forma organizzata, con un’organizzazione politica indipendente degli operai.In foto comunicazione del movimento 17/10Link nei commenti#M1710 #Francia #studenti #giletgialli ...

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Operai Contro

5 hours ago

Operai Contro
Quelle vetrine andate in frantumi, quei brand la cui merce è stata saccheggiata descrivono la geografia urbana della società dei ricchi, da cui sono esclusi loro: i giovani che stanno attraversando le strade di Milano, Torino, Bologna.Nelle loro azioni istintive, e perciò fulminee, non programmate, si ribellano contro la società che non ha niente da dargli se non la miseria. Vivono nelle periferie inquinate e degradate, frequentano scuole che cadono a pezzi, vivono nelle famiglie dove si fanno sacrifici impossibili per sopravvivere giorno per giorno. Le loro sono azioni di ri-appropriazione simbolica, istintiva, di ciò che gli viene costantemente precluso. I figli della classe operaia di oggi, dei ceti subalterni, dei quartieri poveri delle città, rappresentano una generazione che non ha niente da perdere, perché quel poco che c’era l’hanno già perso le loro madri e i loro padri. Che piaccia o no, questa è la loro rivolta contro l’attuale società, come si presenta ai loro occhi, nel modo in cui essa agisce su di loro.Questi giovani non aspettano che si proclami lo sciopero generale con un mese e mezzo di anticipo, non conoscono le clausole di raffreddamento dei sindacati corrotti, sentono l’esigenza di agire subito e senza mediazioni, non aspettano neanche la convocazione della piazza con le modalità del centro sociale, il corteo programmato. Stanno inondando liberamente le piazze sentendosi rapidamente sui social. A modo loro ci stanno dicendo che è tempo di agire.Lo stanno dicendo anche a tutte le altre categorie sociali impoverite, alcune già in movimento, altre ancora colpevolmente ferme.La loro ribellione spontanea non può essere ignorata perché porta con sé i germi di una ribellione politica contro lo status quo, che chiama direttamente in causa gli operai, la classe sociale che dovrà opporsi in modo organizzato ai nemici che ha in comune con questi ragazzi, i possidenti che hanno creato la società del profitto per distribuire la povertà a tanti e la ricchezza a un esiguo numero di parassiti.Link nei commenti #studenti #rivolte #milano #18ottobre ...

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Operai Contro

16 hours ago

Operai Contro
In una società basata sulla produzione e circolazione di merci, gli autotrasportatori hanno dimostrato di avere un potere micidiale.Il loro blocco ha letteralmente paralizzato la catena di distribuzione delle merci nel Sud Italia. Per giorni nei supermercati si sono visti gli scaffali vuoti, i distributori senza carburante, il trasporto pubblico su gomma e quello dei rifiuti sospesi, perfino l'approvvigionamento di medicinali interrotto. Alle loro proteste si sono uniti successivamente gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori.Nonostante i disagi provocati questa protesta ha incontrato la solidarietà di molte persone che vi hanno riconosciuto un modo per esprimere la loro rabbia contro l'aumento generalizzato dei prezzi. Per le strade gli autotrasportatori sono stati sostenuti e incoraggiati. Il problema è sorto quando la prosecuzione dei blocchi ha limitato la fornitura al comparto industriale. Confindustria ha sollecitato il governo ad intervenire per rimuovere i blocchi. Se il grande capitale chiama, gli interessi della piccola imprenditoria vengono immediatamente messi da parte. Con qualche contentino del governo, si tratta di poche e insufficienti misure che non risolvono i problemi di queste categorie, i sindacati più grandi, conniventi con il potere statale, si sono calati le braghe e hanno ritirato i blocchi. Nelle strade adesso resta una minoranza combattiva di padroncini, autisti e agricoltori che accusano i sindacati di aver tradito gli interessi di tutto il comparto. Vedremo quanto durerà la loro resistenza e se ci saranno gli annunciati interventi repressivi da parte del governo. Le azioni di forza di autotrasportatori e agricoltori intanto dimostrano a noi operai quale potere hanno certe forme di lotta. E se loro riescono a creare il caos fermando il trasporto, figuriamoci cosa accadrebbe se ci fermassimo noi in blocco, se fermassimo la produzione delle merci. Sarebbe la paralisi del sistema. A differenza loro che sono divisi tra diversi interessi di categoria, dalla nostra parte abbiamo che come operai ci accomunano gli stessi interessi di classe. Dobbiamo maturare la convinzione che è tempo di agire allo stesso modo.Link nei #blocchi#autotrasportatoris#agricoltorig#suditalia#suditalia ...

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Operai Contro

1 day ago

Operai Contro
"Mio padre prima riusciva a darmi quei venti o trenta euro al mese, che erano già pochi per una città come Milano. Adesso non può più permetterselo. E mia madre, che fa le pulizie, sta perdendo una famiglia dopo l’altra. Vedi i tuoi genitori che fanno fatica anche per le cose più normali e ti chiedi che futuro puoi avere. Non sono sceso in piazza per spaccare tutto. Sono sceso perché sono stanco di vedere i miei genitori preoccuparsi per ogni spesa e di sentirmi dire che devo pensare al futuro, quando non so nemmeno se ci sarà. Sembra che ci stiano preparando soltanto per andare a lavorare in posti malpagati. Ma se uno vuole continuare a studiare, che possibilità ha?"È il racconto di F., 16 anni, che vive a Pero, provincia di Milano. "Ma che futuro ci stanno dando? Sentiamo solo parlare di guerra, armi, sacrifici, sforzi. E noi? Ci era stato promesso che dopo lo studio avremmo avuto un futuro. Siamo stanchi, scendiamo anche in piazza per dire che non abbiamo più nulla da perdere. Che senso ha che andrò a lavorare per non riuscire a vivere?" M., 18 anni, Gratosoglio, Milano "Certo, una parte di noi è scesa anche per noia, per fare qualcosa di diverso dal solito stare nella piazzetta. Anch’io all’inizio ero andato per farmi un giro diverso e mettere qualche video online. Ma una volta lì ti senti parte di qualcosa e ti rendi conto che stanno parlando anche del tuo futuro e della tua vita. Non ho mai avuto nulla, solo vestiti delle bancarelle o che ci dà la Chiesa. Ho paura che, se smettiamo di andare in piazza, nessuno si ricordi più di noi e dei nostri problemi." Y., 14 anni, Milano "Sono stanco di essere definito maranza. Perché devo avere un’etichetta? E se poi devo averla, perché vengo contestato se rubo e rompo le cose? Non è l’etichetta che mi avete dato?Se la risposta è che dobbiamo stare a casa e non farci vedere, allora non è cambiato niente. Siamo solo all’inizio, torneremo in piazza" R, 17 anni, San Siro, Milano "Adesso si parla soltanto delle vetrine rotte, ma prima di sabato chi parlava di noi? Di quello che succede nelle nostre case, dei soldi che mancano, del futuro che non abbiamo? Finché non si parlerà dei problemi veri e del futuro che ci aspetta, saremo costretti a scendere in piazza. Non abbiamo nulla da perdere” F., 16 anni, Pero Queste sono le radici della ribellione dei giovani di Milano. Si illudono di estirparle con un nuovo decreto sicurezza. Altro che vandalismo e delinquenti di cui parlano i benpensanti, i democratici per la legalità, i piccoli borghesi. Hanno spinto questi ragazzi con le loro famiglie in un abisso sociale e adesso devono farci i conti. Loro da lì vogliono uscirne, nell'unica maniera in cui si possa fare, con la rabbia collettiva e la ribellione. #milano #giovani #periferie #studenti #18ottobre ...

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Operai Contro

1 day ago

Operai Contro
I sindacati degli autotrasportatori hanno sospeso i blocchi in molte zone, lo hanno fatto per senso di responsabilità dicono. Tutte uguali le parole dei sindacalisti, in ogni settore. Quelli dei trasporti andranno a trattare al ministero di Salvini il 27 ottobre per convincere chi sta manifestando che i soldi stanziati dal governo siano sufficienti per tirare avanti. Chi non è rappresentato dai sindacati sta continuando i blocchi e con loro si passa alle maniere forti. Non vogliono accontentarsi di qualche briciola e vengono descritti come dei banditi fuorilegge. Sindacalisti ed esponenti del governo parlano “di infiltrazioni di bande organizzate nei blocchi”. Sono i soliti giochetti retorici che usano quando non riescono a fermare le proteste, parlano di mafiosi, delinquenti, black block e bande organizzate. Lo fanno anzitutto per giustificare socialmente la repressione, poi per formare un’opinione pubblica ammaestrata affinché i lavoratori più combattivi in una protesta vengano isolati e ritenuti non solo marginali ma pure dei poco di buono. #autotrasportatori #agricoltori #sindacati #governo ...

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22 Giu

Alla Stellantis di Pomigliano “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

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LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

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MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ

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PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE

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Giornale per la critica, la lotta, l'organizzazione degli operai contro lo sfruttamento

“Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Nata “Anche quest’anno, nella ricorrenza del Santo Natale, io m’aggio fatto o presepio”.

Alla Stellantis di Pomigliano sembra di essere costantemente in “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo. Così “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.

https://operaicontro.it/2026/06/22/anche-questanno-nella-ricorrenza-del-santo-natale-io-maggio-fatto-o-presepio/
LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME Dalle trombon LE TRACCE DELL’EDUCAZIONE DI REGIME

Dalle trombonate sulla patria-nazione, alla bella fatica degli schiavi, all’amore idealizzato non corrisposto che il patriarcato porta a giustificazione della violenza sulle donne, la gioventù deve adeguarsi all’obbedienza cieca all’autorità costituita. Ma non basteranno quattro righe di professori asserviti al governo a cancellare la protesta sociale delle nuove generazioni.

https://operaicontro.it/2026/06/19/le-tracce-delleducazione-di-regime/
MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE MATURITÀ 2026, UN ESAME POLITICO PER ADDOMESTICARE LA GIOVENTÙ
Oggi è stato distribuito agli studenti dell’esame di maturità il programma del Dio, Patria e Famiglia, con qualche variante sul tema.
https://operaicontro.it/2026/06/18/maturita-2026-un-esame-politico-per-addomesticare-la-gioventu/
PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE. 16 giugno, 247° giorn PMC MELFI, NOTIZIE FRESCHE.

16 giugno, 247° giorno di presidio. Ogni giorno davanti ai cancelli per resistere, ogni giorno notizie da valutare, di decisioni da prendere per non farsi ingannare da impegni non chiari e promesse illusorie.

https://operaicontro.it/2026/06/17/pmc-melfi-notizie-fresche/
EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI L’andamento EPPUR SI MUOVONO, GLI OPERAI IRANIANI
L’andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all’influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.
https://operaicontro.it/2026/06/15/eppur-si-muovono-gli-operai-iraniani/
ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOT ALTRO CHE AUMENTATI, I SALARI OPERAI SI SONO RIDOTTI
La dura realtà dei salari operai può essere frullata in favole di sconti sulle tasse, piccoli bonus a pioggia e promesse future... ma rimane il dato di fatto incontrovertibile: meno otto punti rispetto al 2019, gli aumenti contrattuali già rimangiati dall’inflazione. La Meloni può raccontare ciò che vuole.

https://operaicontro.it/2026/06/13/altro-che-aumentati-i-salari-operai-si-sono-ridotti/
PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO L’unico p PMC MELFI, SIAMO A OTTO MESI DI PRESIDIO
L’unico punto di forza rimasto in mano agli operai è il presidio con assemblea permanente e non hanno intenzione di cedere. La politica adottata dal padrone è quella del carciofo, mangiare una foglia alla volta. Con uscite incentivate, pensionamenti forzati e ricatti sugli stipendi, finirà che degli impegni a parole sulla ripresa produttiva non resterà niente. Gli operai sanno che tutto si gioca sui cancelli della fabbrica.
Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi

https://operaicontro.it/2026/06/10/pmc-melfi-siamo-a-otto-mesi-di-presidio/
ACCIAIO DI STATO Nazionalizzare l’ex Ilva? E se se ACCIAIO DI STATO
Nazionalizzare l’ex Ilva? E se servisse a produrre acciaio di Stato per armamenti cosa ne direbbero capi sindacali e sindacatini pacifisti che gridano da mesi che l’unica soluzione è la nazionalizzazione? E’ nell’interesse degli operai non farsi coinvolgere nella scelta di quale padrone o di quale merce produrre, in tutti i casi saranno costretti a lavorare per i profitti di qualcuno. La guerra alla guerra la condurranno alla sola condizione di saper difendere il salario e la propria salute.

https://operaicontro.it/2026/06/08/acciaio-di-stato/
CLANDESTINI PER DECRETO Il governo sta varando un CLANDESTINI PER DECRETO
Il governo sta varando un altro decreto, in linea con le borghesie europee, una nuova stretta sull’emigrazione. Dichiarano che vogliono controllarla con flussi regolari, fumo negli occhi per il razzismo diffuso dei loro elettori. Nel 2025 solo un migrante su 5 ha ricevuto un regolare permesso di soggiorno, gli altri quattro sono diventati clandestini per decreto.

https://operaicontro.it/2026/06/07/clandestini-per-decreto/
La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei qu La strage di Amendolara. Fra qualche giorno dei quattro braccianti bruciati vivi non si parlerà più, ma migliaia di altri schiavi salariati stanno continuando a piegare la schiena per pochi euro sotto la violenta sferza dei padroni e dei caporali, nell’indifferenza degli “indignati” e degli “innocenti”.
Un metodo strutturato per lo sfruttamento nell’agricoltura calabrese di oltre 11mila braccianti stranieri, metodo che tutti conoscono, che alcuni denunciano, ma nessuno mette veramente in discussione. Salvo poi svegliarsi ai fuochi di Rosarno. La soluzione al problema non verrà dall’alto ma dal basso profondo

https://operaicontro.it/2026/06/06/fra-qualche-giorno-tutto-sara-dimenticato/
SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SE QUESTO È IL LAVORO, MALEDETTA LA REPUBBLICA CHE SU ESSO SI FONDA.
Quando a fondamento della Repubblica misero il lavoro, senza liberarlo dal padrone, condannarono gli operai ad una schiavitù che 80 anni di palliativi non hanno abolito. Anzi, oggi si presenta brutale e senza veli ed investe tutti i luoghi del lavoro a salario. L’intervento di qualche magistrato non cambia la sostanza, la evidenzia solo ancora di più.

https://operaicontro.it/2026/06/04/se-questo-e-il-lavoro-maledetta-la-repubblica-che-su-esso-si-fonda/
BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO Se è stata BRUCIATI VIVI PER UN MISERABILE SALARIO
Se è stata possibile una strage del genere la sua origine va cercata nei rapporti di lavoro fra braccianti emigrati e i loro padroni nelle campagne, di questa “civile Italia”. I profitti delle grandi catene alimentari passano per la riduzione in schiavitù di questi operai, con la collaborazione di mafie e caporali, con la copertura di politici ed istituzioni.

https://operaicontro.it/2026/06/03/bruciati-vivi-per-un-miserabile-salario/
Orsini, il presidente di Confindustria ha denuncia Orsini, il presidente di Confindustria ha denunciato salari troppo bassi, come se loro, i padroni, non ne fossero i diretti responsabili. L’obiettivo è chiaro: sia lo Stato ad integrarli con l’intervento fiscale, così “loro” si garantiscono i profitti e il consumatore operaio ha qualche briciola in più, che si paga lui stesso attraverso una riduzione dei servizi sociali.

https://www.operaicontro.it/2026/05/30/dal-danno-alla-beffa-e-ritorno/
IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il pi IL PIANO DI FILOSA PER AZIONISTI STELLANTIS. Il piano ha l’obiettivo di puntare dove lo sfruttamento operaio renda di più. Dall’America alla Cina passando per l’Italia. I padroni fanno i padroni, e non hanno patria. Il loro unico obiettivo è il profitto. Tutto il resto è niente. La nazione, il lavoro, la solidarietà, il diritto, la Costituzione, tutte cazzate che lasciano ai loro parolai della politica della stampa e dei giornali e anche del sindacato.
Come operai dovremmo cominciare a ragionare come loro. Quali sono i nostri obiettivi immediati? Un salario per poter sopravvivere? Condizioni di lavoro meno bestiali? E allora dobbiamo puntare a quello. Se organizzati, facciamo sentire il nostro peso collettivo e, allora, diventiamo un problema da risolvere. Se stiamo zitti e ci affidiamo alle mezze calzette che ci rappresentano, i padroni sanno che possono controllarci e non hanno nessun ostacolo a fare esclusivamente i propri interessi. Allora, basta “piani industriali”, “tavoli di concertazione” dove nullità politiche e sindacali parlano del nulla. Cominciamo a ragionare come organizzarci per reagire. Mettendo in conto anche il fatto che, se il sistema dei padroni non è più capace neanche di assicurarci la sopravvivenza come schiavi salariati, significa che è arrivato il momento di farla finita con questo sistema.

https://www.operaicontro.it/2026/05/29/il-piano-di-filosa-per-azionisti-stellantis/
Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra Gli agenti del colonialismo europeo del dopoguerra muoiono di vecchiaia rispettati come diplomatici e funzionari. Il nuovo colonialismo imperialista non ha cambiato strada ma solo forma. La stessa oppressione dei popoli e la stessa rapina di materie prime.
Etienne Davignon è morto di “vecchiaia” qualche giorno fa dopo aver trascorso una vita da “rispettabile” diplomatico belga dopo che nel 1961 aveva preso parte attiva alle torture che portarono alla morte di Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, leader del movimento di liberazione nazionale contro il dominio coloniale belga sciolto poi nell’acido per mano del Belgio che lui rappresentava e della CIA. 
Le atrocità del colonialismo belga, inglese, francese, e non ultimo del fascismo Italiano in Somalia Etiopia e Libia, sono state la base su cui si è costruita la “democrazia” del xx secolo nei paesi “civilizzatori europei”.
Eppure, quando, molto raramente, si trova qualche notizia o riferimento, del massacro e genocidio di intere popolazioni, commesso dalle “democrazie” dei paesi a capitalismo più sviluppato, nell’esportare democrazia, lo si definisce “vergognosa pagina, nella storia di queste democrazie…”. Sarà per questo che c’è tanta tolleranza verso Israele, “la sola democrazia del Medio Oriente”, nel genocidio che sta commettendo verso il popolo palestinese.
Ma le potenze coloniali di ieri e di oggi possono sciogliere nell’acido o seppellire sotto le macerie intere popolazioni, ma non dormiranno mai sonni tranquilli, perché sparsi su tutto il globo terreste quei popoli, che hanno subito la violenza del colonialismo, e che non lo ritengono “una pagina vergognosa”, sono assetati di vendetta. Ci sarà sempre un leader come Lumumba a indirizzare e a dare un senso alla loro rabbia. E meglio di Lumumba, saprà traghettare il popolo in rivolta verso “l’internazionalismo proletario”.

https://www.operaicontro.it/2026/05/28/muoiono-di-vecchiaia/
𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝'𝐀𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨: 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐄 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀𝐕𝐈 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐈.

https://www.operaicontro.it/2026/05/24/dalla-panda-allelettrico-schiavi-ieri-e-schiavi-domani/
MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANT MORIRE ACCOLTELLATO, PERCHÉ NERO, PERCHÉ BRACCIANTE
I cinque giovani, bianchi, italianissimi hanno avuto dei buoni maestri in Salvini, Vannacci e soci. Colpire a morte un nero, bracciante è sembrata loro la giusta conclusione di una giornata da sbandati. Altro che morte inspiegabile, lo sfondo è la famosa remigrazione.

https://www.operaicontro.it/2026/05/20/morire-accoltellato-perche-nero-perche-bracciante/
L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICC L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICCHETTI OPERAI

Un delegato sindacale del Si-Cobas licenziato per rappresaglia, gli operai rispondono con lo sciopero e il picchetto. Interviene la forza pubblica e sgombera a manganellate, nel silenzio dei sindacati “più rappresentativi” e delle forze politiche della “democratica” Bologna.

https://www.operaicontro.it/2026/05/19/lutilita-dei-decreti-sicurezza-sgomberare-i-picchetti-operai/
LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE L’aument LE FAKE NEWS DELL’ISTAT SULL’OCCUPAZIONE

L’aumento dei nuovi posti di lavoro è pura e semplice propaganda, coperta dall’Istat che rimaneggia i dati secondo convenienza governativa. Sono invece reali l’incremento delle ore di cassa integrazione e la diminuzione del potere di acquisto dei salari degli operai e degli stipendi degli impiegati di basso livello.

https://www.operaicontro.it/2026/05/18/le-fake-news-dellistat-sulloccupazione/
ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINI ELECTROLUX, RICOMINCIANO I BALLETTI AI TAVOLI MINISTERIALI
Un piano da 1700 licenziamenti, la risposta si centrerà sui soliti tavoli romani conditi, a parole, di tanta solidarietà politico istituzionale, o qualcos’altro? Dipenderà da come gli operai, oltre i capi sindacali compromessi, oltre le promesse di ricollocazione fasulle, reagiranno.

https://www.operaicontro.it/2026/05/16/electrolux-ricominciano-i-balletti-ai-tavoli-ministeriali/
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