MEZZA TRAMORTITA

Dalla sconfitta al referendum, alla batosta del suo amico Orban, al benservito dell’innamorato americano, la Meloni come un pugile suonato tira pugni a vuoto e parla a vanvera dei risultati positivi del  governo. Ma aumento incontrollato dei prezzi, bassi salari e disoccupazione la metteranno KO

Dalla sconfitta al referendum, alla batosta del suo amico Orban, al benservito dell’innamorato americano, la Meloni come un pugile suonato tira pugni a vuoto e parla a vanvera dei risultati positivi del governo. Ma aumento incontrollato dei prezzi, bassi salari e disoccupazione la metteranno KO

Caro Operai Contro, altro che l’abolizione delle accise sbandierato da Meloni quando era all’opposizione! Ora mentre con un decreto taglia 25 centesimi al litro, le accise sui carburanti fino al Primo Maggio, il governo ci frega e incassa 61 milioni di euro in più ogni settimana, proprio con le tasse sui carburanti. Questo perché con l’IVA al 22% sui carburanti e gli aumenti del greggio che si ripercuotono sui prezzi alla pompa, il governo incassa ogni settimana appunto 61 milioni di euro in più di tasse rispetto la fine di febbraio. Come reso noto dall’Associazione dei consumatori Codacons sui dati regionali del Ministero delle imprese e del Made in Italy.
Attualmente tutte le gabelle sui carburanti, costituiscono circa il 60% dei prezzi alla pompa, ossia più della metà del prezzo totale.
Meloni dopo 20 giorni dalla batosta presa al referendum, si è presentata in aula riprendendo come se niente fosse, la logorroica replica dei presunti risultati record del suo governo.
Quindi nessun ravvedimento o propositi di passi indietro come i soliti illusi “auspicavano”; tutto confermato. Anzi espressamente ribadito a cominciare dai famigerati decreti sicurezza e tutte le misure antioperaie e antipopolari: dagli sfratti esecutivi resi più veloci, fino alla negazione del salario minimo legale, solo per stare a un paio di esempi.
Ha pure detto che i salari hanno ripreso a crescere, tacendo sul potere d’acquisto ancora sotto di 9 punti percentuali rispetto il 2021, nella rincorsa al carovita.
Salari taglieggiati anche dalla cassa integrazione. Nel 2025 le ore di Cig autorizzate sono aumentate con un incremento complessivo intorno al 10% rispetto il 2024. Con un’esplosione di quella straordinaria a più 58% su base annua; e un “tiraggio” (differenza tra ore autorizzate ed ore effettivamente fatte) altrettanto alto.
Proseguendo in aula in una surrettizia, quando non sfacciatamente falsa esposizione dell’operato del suo governo, Meloni, mente quando dichiara che dall’inizio della legislatura ha creato 1,2 milioni di occupati stabili in più, e oltre 550 mila precari in meno.
Non è così. Istat dice che in tre anni di governo Meloni gli occupati sono aumentati di 851 mila. Per la precisione gli ultra cinquantenni sono 1,1 milioni in più, imprigionati al lavoro da leggi restrittive. Ma gli occupati di tutte le altre fasce di età sono calati. Gli “inattivi” sono più di un terzo della forza lavoro, (33,7%) a quota 12, 5 milioni di persone.
Il famoso taglio del cuneo fiscale che Meloni indica in 18 miliardi l’anno, ha alimentato il meccanismo del Fiscal drag, per cui 25 miliardi sono stati rimangiati dalle tasse, lasciando come “aumenti” reali su salari e pensioni basse, pochi euro.
Sul come Meloni ha raccontato il fallimento della politica migratoria, stendiamo un velo pietoso. Basta solo ricordare che è tornata a parlare di blocco navale per fermare i migranti.
Evidentemente il governo pensa di archiviare la batosta del referendum, come un episodico incidente di percorso, che non pregiudica il futuro della sua coalizione e spera di proseguire così, ammesso che lotte operaie e proteste di strada glielo consentano.
Saluti Oxervator.

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