COME I SINDACALISTI FIRMATUTTO CI SPINGONO VERSO IL BASSO

L’accordo sottoscritto dai Confederali con la EAV (Ente Autonomo Volturno) è un altro esempio di come questi signori, un pezzo alla volta, stiano svendendo conquiste ottenute in più di cento anni di lotte e sacrifici.

L’accordo sottoscritto dai Confederali con la EAV (Ente Autonomo Volturno) è un altro esempio di come questi signori, un pezzo alla volta, stiano svendendo conquiste ottenute in più di cento anni di lotte e sacrifici.

E’ stato sottoscritto l’accordo sul premio di risultato firmato il 31 agosto 2026 da EAV (Ente Autonomo Volturno, una azienda pubblica con socio unico la Regione Campania, operante nel trasporto pubblico locale regionale) con FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti, UGL e FAISA-CISAL. L’OR.SA e USB non hanno firmato.
L’accordo prevede che il premio di risultato, 1.700 euro se scelto in servizi e welfare (la legge prevede sgravi), 1.261 se incassato in busta paga, sia direttamente legato alla presenza al lavoro. I 1261 euro sono lordi, togliendo contributi e Irpef arriviamo a poco più di 1000 euro.
Un anno fa, col precedente accordo, chi superava il tetto perdeva una quota, oggi perde tutto.
Il premio è legato al raggiungimento di risultati che i lavoratori difficilmente possono verificare. Inoltre, l’accordo prevede un calcolo delle assenze a posteriori per il 2026. Visto che l’accordo è stato firmato ora non può incentivare proprio niente, di fatto funzionerà come rappresaglia per chi si è assentato, o avrà partecipato agli scioperi.
Infatti, con l’accordo firmato, il premio pieno spetta solo a chi è presente il cento per cento dei giorni. Da lì in giù cala in proporzione: 1.615 euro al 95 per cento di presenza, 1.581 al 93, 1.564 al 92. Sotto il 92 per cento il premio sparisce.
In termini di giorni reali parliamo di 19 giornate per un macchinista e 18 per un impiegato in un anno. Se si supera questo limite il premio viene azzerato. Nel calcolo vengono conteggiate anche le intere giornate lavorative all’interno delle quali ci sono state fermate per scioperi di qualche ora. Teniamo presente che nell’arco dell’anno 2026 tra scioperi attuati, o minacciati e poi rientrati, si è superata la decina. Quindi oltre a costringere i lavoratori a dover andare a lavorare pur con problemi di salute, si attacca frontalmente anche il diritto di sciopero.
L’azienda giustifica questa richiesta ai firmatutto con la scusa delle lamentele dell’utenza. In realtà, le disfunzioni del servizio di trasporto non sono legate all’assenteismo, ma principalmente a una cattiva gestione dei trasporti pubblici e alla limitazione sempre più accentuata degli investimenti che servono solo a garantire gli stipendi d’oro dei gruppi dirigenti di queste cosiddette aziende pubbliche . Lo stato delle linee della Vesuviana, delle sue stazioni fatiscenti e della condizione dei treni che fanno rimpiangere quelli, storici, funzionanti fino alla fine degli anni settanta, ne sono l’esempio dimostrativo, altro che assenteismo.
I firmatutto ci stanno facendo fare un salto all’indietro di un secolo sui diritti del lavoro.
Ricordiamo che la malattia retribuita, il diritto di sciopero, le otto ore, la pensione, sono frutto delle lotte terribili e sanguinose che gli operai hanno fatto dall’Ottocento in poi.
I nostri sindacalisti, o faremmo meglio a dire i sindacalisti del padrone, le stanno buttando nel cesso sistematicamente e in ogni settore.
Quando metteremo loro in quello che è il loro posto?
F. R.

Condividi sui social:

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.