LA RESISTENZA PAGA

Sembra che gli operai siano scomparsi piegati dalla pressione dei padroni, tenuti a bada da un sindacalismo pantofolaio, ma è solo apparenza. Dove sono capaci di unirsi e di resistere senza paura, di organizzarsi in nuove forme sindacali i risultati si conquistano. La storia della Acca Srl insegna.

Sembra che gli operai siano scomparsi piegati dalla pressione dei padroni, tenuti a bada da un sindacalismo pantofolaio, ma è solo apparenza. Dove sono capaci di unirsi e di resistere senza paura, di organizzarsi in nuove forme sindacali i risultati si conquistano. La storia della Acca Srl insegna.

Caro Operai Contro, sarà solo un caso? Dalla notte del 28 agosto, firma dell’accordo, è passata una settimana, ma tivù e stampa nazionali non ne parlano. Che sia un accordo troppo “scomodo” da divulgare, visto che mette a nudo cosa può succedere quando gli operai decidono di lottare e non dare retta agli imbonitori di turno?
E’ successo che con la lotta, 56 operai della logistica licenziati in tronco a metà giugno da Acca Srl, nel distretto tessile più grande d’Europa, su 7mila Km quadrati, (fra Prato, Pistoia, Firenze) con 44mila addetti (indotto compreso) in 7.200 piccole e medie aziende, sono riassunti dal 1° settembre da una nuova azienda la Held, anch’essa nella logistica già operante nello stesso distretto. Altri 14 operai attualmente in forza ad Acca Srl, seguiranno i 56 come recita l’accordo in “successivi inserimenti (alla Held ndr) che potranno avvenire in tempi brevi, una volta superata una prima fase di riavvio dell’attività”.
Agli operai assunti verranno pagati i salari arretrati e manterranno tutte le precedenti condizioni contrattuali, salariali e normative, comprese le voci dei contratti aziendali. Solo dopo la firma dell’accordo gli operai hanno rimosso i 4 presidi permanenti che per 70 giorni con gli scioperi, hanno bloccato le merci nelle aziende di Seano, Agliana, Campi Bisenzio, e Osmannoro, nel suddetto distretto. Il primo commento del sindacato Sudd Cobas che con gli operai ha condotto la lotta è stato: “Abbiamo fatto bene a disobbedire quando ci veniva ordinato di cessare i picchetti, che non avremmo mai raggiunto questo risultato”. Alla luce di questo risultato straordinario, è proprio il caso di dire: viva i picchetti”.
I padroni avevano vanamente cercato di aggirare i presidi tramite plurime iniziative giudiziarie, per tornare in possesso delle loro merci bloccate. Poi hanno messo in campo provocazioni e aggressioni ai presidi. Anche ricorrendo a squadracce di picchiatori, tentando di dare una lezione agli scioperanti e fermare la lotta. Fino al tentativo di sgombero forzato di un presidio, quando, sull’asfalto bollente di un estate torrida, gli operai si sono trovati di fronte reparti di polizia in assetto antisommossa. Ma la loro tenacia e determinazione non glielo hanno permesso. La lotta è proseguita con rinnovata solidarietà e nuove ondate di scioperi, ottenendo un risultato che fissa dei limiti allo sfruttamento operaio. Facendo anche tesoro di precedenti lotte nel distretto chiuse positivamente, come le 24 fabbriche e laboratori che, arrendendosi ai picchetti operai, hanno firmato con paghe della categoria, contratti di 8 ore per 5 giorni la settimana, sopprimendo quelli di 12 ore per 7 giorni. O come i 193 giorni di presidio permanente alla stireria L’Alba di Montemurlo.
Questi operai con il loro sindacato, sono andati oltre l’inerzia del sindacalismo pantofolaio, senza cadere in inconcludenti populistiche illusioni, dichiarazioni roboanti, allegoriche iniziative. Hanno badato al solido ed alla concretezza dei passi da fare perseguendo l’obiettivo.
“Stiamo costruendo un modo di fare sindacato che ridà potere alle persone” – è ancora il commento del Sudd Cobas – . E alla fine una piccola comunità internazionale, fatta di operai immigrati da diversi continenti, ha fatto fallire i piani di una multinazionale”. E soprattutto – si può aggiungere – ha dimostrato che tenacia, determinazione e solidarietà, temprano la resistenza operaia, pronta a nuove battaglie. Sono un esempio di lotta per tutti gli operai. Sarà per questo che tivù e stampa non ne parlano, ancora una settimana dopo la firma dell’accordo?
Saluti Oxervator.

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