IL VERO MOTIVO

L'America ha dichiarato guerra all'Iran per fermare la produzione dell'atomica in quel paese? O per aiutare i giovani iraniani che si battono contro i preti al potere?
Queste sono le ragioni sbandierate dal Joker americano e dagli assassini israeliani.

L’America ha dichiarato guerra all’Iran per fermare la produzione dell’atomica in quel paese? O per aiutare i giovani iraniani che si battono contro i preti al potere?
Queste sono le ragioni sbandierate dal Joker americano e dagli assassini israeliani.

Il vero motivo è il controllo delle fonti energetiche dell’Iran per creare problemi ai concorrenti economici dell’America. È la continuazione naturale della guerra commerciale che l’America sta facendo ai concorrenti, Cina e Europa prima di tutto.

Un recente articolo comparso su Il Sole 24 Ore riporta che tra il 2000 e il 2025 il peso del settore industriale sul totale del Pil dei vari paesi è sceso dal 20,3% al 17,6% in Germania, dal 17,7% al 15,0% in Italia, dal 14,4% al 9,5% in Francia, dal 16,3% al 10,5% in Spagna, dal 16,0% al 10% negli Stati Uniti. Mentre le economie dei cosiddetti paesi emergenti vedono un processo di industrializzazione in continuo aumento con la Cina al primo posto.

La ricchezza reale, il “valore”, si produce negli stabilimenti e sono gli operai a produrlo. Deindustrializzazione come risposta alla crisi di sovrapproduzione significa quindi riduzione della ricchezza reale e decadenza delle borghesie dei paesi coinvolti. Per fermare o almeno rallentare questo processo diventa necessario un nuovo livello di aggressione imperialista, di conquista di nuovi mercati, di riduzione dei costi di materie prime. L’America, prima di tutto, e a seguire l’Europa, hanno queste necessità. Per l’America è la messa in discussione del ruolo di dominio da prima potenza esercitato dalla seconda guerra mondiale fino ad ora.

Come fermare questo processo, come rendere di nuovo forte e competitiva l’industria americana? Il super potere del dollaro che ha assicurato finora questo dominio è ormai agli sgoccioli. I Brics insegnano. Ricostruire un apparato industriale competitivo allo stato dei fatti risulta quasi impossibile. Le armi della concorrenza classiche non bastano più. Le merci americane non sono più competitive e gli stessi americani sono costretti a consumare merci prodotte da altri, figuriamoci esportarle in altri paesi.

È alla luce di questi fatti che lo psicopatico al potere in America assume una veste del tutto diversa da quella che appare. In realtà il Donald sta facendo un lavoro molto importante per la borghesia americana, l’unico possibile in queste condizioni: indebolire le economie concorrenti con altri mezzi.

Lo ha iniziato con i dazi che hanno però un effetto limitato, in particolare sulla Cina, dove molti capitalisti americani nella delocalizzazione hanno investito. Colpire troppo a fondo le merci cinesi riduce anche i profitti finanziari di questi parassiti che rappresentano la parte maggioritaria e più potente della borghesia americana. Ai dazi bisognava aggiungere ulteriori misure e L’America lo sta facendo utilizzando la posizione di forza che ancora le rimane in campo militare. Colpendo dove? Sull’approvvigionamento energetico dei concorrenti: il petrolio. I costi dell’energia sono una voce importante dei costi di produzione e trasporto delle merci. Lo ha dimostrato la fine del flusso energetico dalla Russia con le sanzioni per l’Ucraina e la distruzione del maggiore gasdotto che univa Russia e Germania. Il conseguente aumento dei costi energetici, intorno al 30%, ha messo completamente in ginocchio la massima potenza economica europea, la Germania.

Sul versante energetico, gli Stati Uniti sono autosufficienti e, con le sanzioni alla Russia, i petrolieri americani hanno realizzato sostanziosi profitti con la vendita agli europei. E non era il Donald che l’ha inaugurata, ma i democratici di Biden. Ora questa è diventata la strada maestra per battere la concorrenza. L’America, prima si è accaparrata il Venezuela, ora lo sta tentando con l’Iran. È una strada vincente? Molto difficile, ma rimane l’unica strada perseguibile per ora dalla borghesia americana rispetto all’altra strada da percorrere: lo scontro militare aperto con i concorrenti economici.

La politica dei dazi e ora l’aumento del prezzo del petrolio a livello mondiale, stanno peggiorando le condizioni degli strati bassi della stessa popolazione americana. Le reazioni si stanno già vedendo. Il consenso nei confronti dell’attuale amministrazione è bassissimo e, cosa più importante, si sta avendo una mobilitazione massiccia degli operai e delle classi medio basse contro Trump e le sue squadre di scagnozzi paramilitari. Una rottura sociale è all’ordine del giorno. E non solo in America.

La stessa operazione militare in Iran si è rivelata più impegnativa di quello che sembrava al “pacifista” Trump. La borghesia iraniana resiste e non presenta segni di cedimento al suo interno. Le rivolte, che dovevano essere facilitate con la guerra, almeno per ora non ci sono state. Gli attacchi americano e sionista hanno reso più coeso l’Iran e indebolito le opposizioni.

L’attacco all’Iran ha creato sì problemi di approvvigionamento energetico ai concorrenti e aumento dei costi, ma sta creando anche problemi all’America e alle borghesie arabe che con la borghesia americana hanno rapporti di affari molto stretti.

Sugli assassini prezzolati israeliani c’è poco da dire. Trump gli ha dato mano libera sulla strada di creare il Grande Israele conquistando terre arabe. Per loro la Palestina è solo l’inizio. Il loro progetto di sottomissione presuppone il dominio attraverso la forza su tutto il mondo arabo. Sono legati a filo doppio con l’imperialismo americano. Ma in questo, l’unico vero stato teocratico del Medio Oriente, quello dei razzisti del “popolo eletto”, definiscono anche il limite della propria sopravvivenza: se L’America decade, loro sono finiti.

La situazione è particolarmente dinamica e non è male. Una rottura radicale tra le classi è di nuovo all’ordine del giorno. Se avvenisse negli Usa per prima, gli operai avrebbero tutto da guadagnare.

F. R.

Condividi sui social:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.