LO “SCONCERTONE” DEL 1° MAGGIO

Quando i partecipanti alla festa non si accontenteranno più di canti e balli  e chiederanno agli organizzatori il conto dell’azione di svendita che ogni giorno conducono in ogni luogo di lavoro, il Primo Maggio tornerà ad essere una giornata di lotta internazionale contro i padroni e il loro sistema.

Quando i partecipanti alla festa non si accontenteranno più di canti e balli e chiederanno agli organizzatori il conto dell’azione di svendita che ogni giorno conducono in ogni luogo di lavoro, il Primo Maggio tornerà ad essere una giornata di lotta internazionale contro i padroni e il loro sistema.

Caro Operai Contro, quest’anno Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato il Concertone del 1° maggio a Roma, sul tema, “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Parlare di “lavoro dignitoso” suona un po’ stonato, per uomini e donne della classe sociale in subalternità per eccellenza al capitale, costretti a vendere le propria forza lavoro, in cambio di un salario.
Evidentemente i promotori con “lavoro dignitoso” potrebbero intendere dire che sia necesario porre un limite allo sfruttamento operaio, e al salario in discesa libera. Ma conviene loro tenere tutto nella nebulosa “dignità del lavoro”, evitano così di affrontare lo storico problema: può essere mai lavoro dignitoso quello che si fa per un padrone che mentre lui si arricchisce a noi rimane una miseria permanente assoluta o relativa che sia? Curioso notare come si parli di “nuove tutele e nuovi diritti”, non riferendosi chiaramente agli operai, ma per una generica “Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Il sindacato confederale si preoccupa dei licenziamenti che i padroni “potrebbero” avviare, giustificandoli con l’intelligenza artificiale, come già succede negli Stati Uniti.
Come se finora questo sindacalismo, intelligenza artificiale a parte, non avesse assecondato i processi di ristrutturazione con migliaia di licenziamenti comunque mascherati, a cominciare dall’industria. Usando con il contagocce l’arma dello sciopero, della lotta e della solidarietà. Firmando periodicamente ondate di cassa integrazione, una dopo l’altra, e lasciando disperdere la potenzialità dei cassaintegrati, anziché organizzarla promuovendo mobilitazioni ben mirate contro i licenziamenti, salvo nei casi dove gli operai si ribellano occupando la fabbrica o organizzando presidi permanenti.
Una condotta sindacale a dir poco “arrendevole”, complici fra l’altro di un livello salariale che vede l’Italia fanalino di coda in Europa, con rinnovi dei contratti di lavoro sempre in ritardo e senza recupero del carovita.
Mentre prosegue lo stillicidio quotidiano dei morti sul lavoro, dei salari da fame, dei contratti pirata, di condizioni lavorative irregolari e senza tutele.
Se spetta agli operai più coscienti rianimare nei posti di lavoro, le fila del sindacalismo operaio, devono fare la loro parte anche gli operai abituati in tutto e per tutto a delegare i loro compagni più attivi. La forza è la massa. Con la partecipazione alle decisioni e l’azione collettiva, si possono decidere le forme di lotta incisive, dopo aver smascherato gli agenti del sindacalismo rinunciatario, asservito agli interessi “dell’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Il Concertone del 1° maggio rimane un evento musicale mediatico, unico per la sua durata – dal primo pomeriggio fino a notte trasmesso anche in diretta televisiva.
Un evento dove si esalta l’aspetto della “festa”, bypassando (e da qui lo sconcerto anzi lo sconcertone) non si sa dove e a chi, i contenuti di questa gloriosa giornata storica. Quando i partecipanti alla festa non si faranno più imbambolare dai canti e balli, dalle canzonette di denuncia sociale a costo zero e chiederanno agli organizzatori del grande concerto il conto della loro attività di svendita in ogni luogo di lavoro a cominciare dalle fabbriche, il Primo Maggio riacquisterà la sua funzione di giornata di lotta internazionale contro i padroni e il loro sistema.
Nata dalle lotte degli operai americani e quanti di loro sono morti, nei duri e sanguinosi scontri, con i quali la polizia tentò di fermare l’epico traguardo della giornata lavorativa di 8 ore, che invece gli operai con il loro sindacato fissarono per il 1° maggio 1886.
Tre anni dopo, nel 1889, la seconda Internazionale a Parigi proclamò il 1° maggio giornata per onorare i martiri di Chicago (segnatamente, gli operai caduti negli scontri di Haymaket Square) e promuovere la lotta in tutti i paesi, per la riduzione dell’orario di lavoro. In Italia il 1° maggio fu introdotto nel 1891, proibito durante il fascismo, e ufficialmente ripristinato dal 1945.
Saluti Oxervator.

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