L’UTILITÀ DEI DECRETI SICUREZZA: SGOMBERARE I PICCHETTI OPERAI

Un delegato sindacale del Si-Cobas licenziato per rappresaglia, gli operai rispondono con lo sciopero e il picchetto. Interviene la forza pubblica e sgombera a manganellate, nel silenzio dei sindacati “più rappresentativi” e delle forze politiche della “democratica” Bologna.

Un delegato sindacale del Si-Cobas licenziato per rappresaglia, gli operai rispondono con lo sciopero e il picchetto. Interviene la forza pubblica e sgombera a manganellate, nel silenzio dei sindacati “più rappresentativi” e delle forze politiche della “democratica” Bologna.

Caro Operai Contro, 7 – 14 maggio. In una settimana alla Desa di Sant’Agata bolognese, le forze dell’ordine per ben 2 volte hanno sgomberanto con la forza il picchetto del blocco delle merci ai cancelli, che gli operai in sciopero stavano attuando.
Una lotta in solidarietà all’operaio Wahid Abdelaziz delegato sindacale Si-Cobas, licenziato per essere intervenuto in difesa di una compagna di lavoro, “aggredita verbalmente da 2 lecchini dell’azienda”, come riporta la cronaca.
Wahid, l’operaio licenziato è immigrato e lavorava in quell’azienda da 22 anni, sempre schierato dalla parte degli operai, rappresenta un riferimento combattivo di lotta e resistenza. Dopo il primo violento sgombero si è trovato anche lui con gli operai feriti in ospedale, c’è chi ha avuto un ginocchio rotto.
Prima sospeso dal lavoro, e dopo l’audizione con il rappresentante sindacale a contestare il provvedimento, l’azienda ha fatto partire addirittura il licenziamento. L’enormità del provvedimento conferma che si tratta di un operazione di rappresaglia per liberarsi di un operaio “scomodo”.
L’azienda ha pure denunciato gli scioperanti, denunce che sono già arrivate all’operaio licenziato e ad un altro immigrato. A loro 2 è stato inoltre comunicato verbalmente, la sospensione del permesso di soggiorno, creando così le condizioni per l’espulsione dall’Italia, in ottemperanza ai decreti sicurezza.
La Desa è un gruppo chimico che in Italia conta circa 500 dipendenti, stragrande maggioranza operai, in 4 stabilimenti, più conosciuta per i detergenti per la pulizia che produce quali, Chanteclair. Spuma di Sciampagna, ecc.
Oltre Sant’Agata bolognese e la sede storica di Seregno (MB) altre due poli produttivi sono in provincia di Bergamo. Il numero dei dipendenti sale, considerando il settore commerciale e relativi siti.
Il padrone, non è una novità, si muove per “liberarsi” degli operai più coscienti, da lui considerati “mele marce”, contagiose per la comunità operaia. Tanto più se, come nello stabilimento di Sant’Agata bolognese, è in corso un’operazione da 30 milioni di euro, finalizzata alla “fusione strategica” che ha dato vita alla nuova “Desa Industry”.
“Contro la repressione, contro la violenza sui posti di lavoro”. Queste le parole d’ordine con le quali gli operai con il Si-Cobas, hanno organizzato gli scioperi e i picchetti, rivendicando il reintegro del loro compagno di lavoro e delegato licenziato.
Il Si-Cobas aveva pure indetto per il 15 maggio, uno sciopero generale della logistica, (poi rientrato) anche a sostegno di questa lotta, ma la commissione di vigilanza con la nuova norma (marzo 2026) ha dichiarato illegale questo sciopero, aprendo un altro contenzioso legale, tra la libertà di sciopero, e l’applicazione della legge 146/’90.
L’azienda dopo una settimana, per sgomberare la seconda volta il presidio nel tentativo di stroncare la lotta, ha fatto massicciamente ricorso alle forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri, Digos, scudi, manganelli, camionette, blindati. Anche qui bisogna dire, sfruttando il forte impulso delle nuove norme dei decreti sicurezza.
Le forze dell’ordine anziché starsene fuori, da questioni interne al rapporto di lavoro fra le parti in campo, operai da una parte, padrone dall’altra, si sono naturalmente schierate in assetto di guerra dalla parte del padrone, assumendone le ragioni e colpendo duramente gli scioperanti.
Tutto ciò succede ai confini della democratica Bologna, nel silenzio del sindacalismo «maggiormente rappresentativo» con partiti e istituzioni che tacciono. Mentre l’opposizione parlamentare è arenata sui banchi di Camera e Senato, a contestare Meloni che illustra le “magnificenze” dell’operato del suo governo.
Come in altre lotte, picchetti e presidi in altre aziende e circostanze, anche gli operai della Desa di Sant’Agata bolognese, indicano agli operai la strada da seguire.
Saluti Oxervator.

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