TREVISO, DIETRO AGLI SGOMBERI A MANGANELLATE GLI SPECULATORI

Il piano casa del governo: “finanziarizzazione della case”. Sgomberarle con la forza -buttando le famiglie per strada-  e trasformarle così da bene primario in strumento finanziario, per ricavare alti profitti per banche, immobiliaristi e fondi di investimento.

Il piano casa del governo: “finanziarizzazione della case”. Sgomberarle con la forza -buttando le famiglie per strada- e trasformarle così da bene primario in strumento finanziario, per ricavare alti profitti per banche, immobiliaristi e fondi di investimento.

Caro Operai Contro, 5 famiglie con oltre 10 minori, sono state sgomberate con la forza la mattina del 16 giugno, in via Pisa vicino al centro di Treviso, a suon di manganelli e cariche della celere venuta da Padova in assetto antisommossa.
Prima di venir buttati fuori, gli inquilini hanno resistito strenuamente per ore – con feriti al pronto soccorso – sostenuti da solidali e militanti del centro sociale Django e dell’Associazione Caminantes.
L’operazione di via Pisa a Treviso, riguarda 3 condomìni con 51 appartamenti e relative famiglie, 31 già sfrattate negli ultimi 2 anni. Il mega progetto speculativo è tipico dei nostri giorni e va sotto il nome di “finanziarizzazione della casa”. Ovvero utilizza la casa da bene primario per abitarci, trasformandolo in uno strumento finanziario per ricavarne alti profitti.
Questi immobili andati all’asta nel 2022, perché la proprietà era indagata per mafia, sono stati acquistati a poco prezzo (1,8 milioni complessivi pari a 35mila euro cadauno compreso il terreno) dal fondo Dora RE Srl, (nato 22 giorni dopo l’uscita di scena della vecchia società) riconducibile a “un’azienda fantasma con sede ad Amsterdam” e – come denuncia l’Ass. Caminantes – è legata a Dora Spv e a Banca Finint, dietro la quale c’è l’imprenditore veneto Enrico Marchi, proprietario dell’aeroporto di Treviso e tra gli azionisti che hanno preso i giornali dell’ex gruppo Gedi.
Gli sfratti non arrivano più singolarmente, per morosità, o a vario titolo reclamato dal padrone di casa. Essendo i 3 condomìni con 51 appartamenti da 3 locali, in mano ad un’unica proprietà immobiliare, per lo più schermata, questa, dal 2024 insieme agli sfratti a raffica diventati sgomberi esecutivi, inviava agli inquilini insistite richieste a non pagare più l’affitto.
Dopodiché in nome della “riqualificazione urbana” con ristrutturazioni degli immobili la “società fantasma” rimette sul mercato queste case, non più accessibili alla fascia sociale degli inquilini cacciati, ma appetibili ad acquirenti benestanti e ricchi che comprandoli, moltiplicano più volte i profitti “dell’azienda venditrice fantasma con sede ad Amsterdam”. Mentre pezzi di città o quartieri cambiano volto, da “proletari” ad aree “residenziali”.
Dei 51 appartamenti, 20 sono ancora occupati dalle famiglie. L’amministrazione comunale leghista, ogni volta che ciascuna delle 31 famiglie veniva cacciata, “offriva” una copertura momentanea e parziale, negli alberghi della zona, assecondando la mastodontica speculazione. Poi ogni famiglia sfrattata deve arrangiarsi, cercando di non restare in strada.
Parlando come benefattori, così dichiara l’assessore alla “Città inclusiva” (sic) Gloria Tessarolo: “ Ci troviamo davanti a una vicenda tra privati, pur non essendo parte della controversia, abbiamo scelto di accompagnare le famiglie interessate, mettendo a disposizione tutti gli strumenti che i servizi sociali possono offrire”. Tradotto: il nulla per gli sfrattati e porte aperte alla mega speculazione edilizia.
Nelle stesse ore che la celere sgomberava le 5 famiglie a Treviso, la commissione Ambiente della camera, con alcuni emendamenti, porta ancora più allo scoperto che l’obbiettivo del Piano casa del governo Meloni non è affrontare, men che meno risolvere l’emergenza abitativa in Italia, bensì favorire i colossi del settore immobiliare con regole precise, esempio: non creare troppi “intralci” se un progetto immobiliare finanziato dall’estero supera un miliardo di euro, perché questo rientra in ciò che il governo definisce: “grandi programmi di edilizia integrata”. Sembra (non essendoci stato finora alcun chiarimento) che potranno continuare ad operare anche le società schermate.
Il Piano casa del governo Meloni graverà sulle disuguaglianze sociali, allontanandosi da un edilizia alla portata degli operai che campano di salario, e assimilati, rendendo per loro più difficile avere un tetto sotto cui stare, fino al giorno dello “sfratto” alla società dei padroni.
Saluti Oxervator.

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