IN RICORDO DI ACHILLE DAGLI OPERAI INNSE CHE LO HANNO CONOSCIUTO

Nessuno glielo chiedeva, nessun legame politico organizzativo lo legava al presidio della INNSE, eppure era li tutte le mattine all’alba davanti ai cancelli. Per mesi e mesi fino alla riapertura dello stabilimento ed oltre. Una disciplina di un partito informale lo faceva diventare uno di noi ...

Nessuno glielo chiedeva, nessun legame politico organizzativo lo legava al presidio della INNSE, eppure era li tutte le mattine all’alba davanti ai cancelli. Per mesi e mesi fino alla riapertura dello stabilimento ed oltre. Una disciplina di un partito informale lo faceva diventare uno di noi, sapeva che ovunque ci fossero degli operai in lotta contro i padroni lui doveva essere lì a dare il suo contributo di militanza. Ascoltava, dava consigli, conosceva bene la scena politico-sindacale milanese ed era con noi qualunque iniziativa verso le istituzioni avessimo deciso di prendere in Regione, dal Prefetto, in Comune. Dobbiamo a lui, alle sue relazioni se la lotta della INNSE ebbe tanti sostenitori, e noi operai con il colpo della gru, dopo 13 mesi di presidio, riuscimmo a vincere la partita.
Il grande cuore della classe operaia sta raccogliendo in questi anni tanti combattenti di parte operaia, Dario prima, ora Achille, quasi fratelli, seduti sulle panche di legno di Via Rubattino davanti ai cancelli in presidio. Il loro ciclo vitale si è concluso, non certo il comune grande progetto di emancipazione degli schiavi moderni. Finché ci saranno operai che resistono ci saranno militanti come Achille Zasso al loro fianco. Noi non dimenticheremo, la storia non li dimenticherà.
Gli operai del presidio INNSE

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