Scrivevamo degli sfratti rapidi, si aggiunga che per le ristrutturazioni delle case popolari con i soldi stanziati invece di 60 mila se ne renderanno disponibili solo 25 mila se va bene. Si capisce subito che per i lavoratori poveri non ci sarà nessuna soluzione abitativa, se non conquistata con la lotta.
Un Piano casa presentato “per fronteggiare l’emergenza abitativa”, ma per sveltire i lavori (anche in vista delle elezioni politiche) il governo Meloni ha già approvato una norma per velocizzare gli sfratti esecutivi nelle case popolari occupate, (e nelle altre case, lasciando all’arbitrarietà dei proprietari la possibilità sfrattare anche gli inquilini che pagano regolarmente l’affitto).
Così in nome dell’edilizia “convenzionata”, si buttano in strada migliaia di poveri con gli sfratti. Il governo senza limiti di ferocia, si rende responsabile di mettere in strada oltre 100 mila famiglie in povertà.
In conferenza stampa, Meloni ha sparato un investimento di 10 miliardi di risorse pubbliche, nonostante il governo ne abbia messo a bilancio appena 1,7. I restanti 8,3 miliardi, per ora sono solo chiacchiere.
Meloni presenta un Piano truccato, vengono previste 60 mila ristrutturazioni di abitazioni popolari, con una spesa di 1,7 miliardi di euro, ma le risorse stanziate consentono di intervenire solo su 25 mila.
Invece per “100 mila case nuove” è previsto un massiccio intervento del settore privato, che dovrebbe fornire la gran parte degli stanziamenti finanziari, le cui condizioni di ricavarne alti profitti, sarebbero garantiti dal governo a spese dei contribuenti, con la presenza in questa operazione, della Cassa depositi e prestiti (Cdp).
A realizzare i 100 mila appartamenti voluti dalla Meloni – dice Il Fatto Quotidiano – sarà un fondo lussemburghese con Cassa depositi e prestiti, e il fondo sovrano degli emirati arabi, Mubadala Investimenti. A Gestirlo sarà una società che fa capo, tra gli altri a Mario Abbadessa, ex responsabile Italia del colosso americano Himes.
Una commistione tra le amministrazioni locali e l’edilizia privata. L’unico vantaggio sarà ancora una volta per gli speculatori, che avranno il via libera a scardinare i piani regolatori, per realizzare complessi speculativi immobiliari nelle, cosiddette, aree tutelate.
E’ il made in Italy per l’Italy! Per gli appartamenti degli strati sociali agiati e ricchi! Per la speculazione edilizia legalizzata! Per i lauti profitti del capitale finanziario investito dalle società private!
Se e in che misura questo “Piano casa” avrà gambe, o si sgonfierà passate le prossime elezioni politiche, non cambia la sua natura, i lavoratori poveri, i disoccupati si arrangino, qualche via d’uscita bisogna darla ad una piccola borghesia alla quale chiedere in cambio il sostegno politico al governo.
Ciò che resta operativo fin d’ora, sono gli sfratti esecutivi velocizzati, per un edilizia “convenzionata” in favore degli strati agiati e che operai e lavoratori, immigrati compresi, con le loro buste paga da fame potranno vedere da lontano.
Tra gli sfratti e un governo che promette 60 mila alloggi “popolari” ma ne finanzia 25 mila, il Piano casa non è una soluzione, ma il solito pastone, fra propaganda e repressione, del governo Meloni e dei suoi decreti sicurezza, attuati pensando di poter fermare, proteste e rivolte.
Saluti Oxervator.
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