Confcommercio contesta i dati OCSE sull’andamento dei salari reali in Italia, ma nessun giochetto statistico può eliminare il dato inconfutabile che noi operai viviamo sulla nostra pelle: i salari reali diminuiscono continuamente.
Caro Operai Contro, un articolo dell’Ufficio Studi di Confcommercio, pubblicato, a firma di Mariano Bella e Paolo Refuto, sul giornale di Confindustria “Sole 24 ore” dell’11- 07- 2026 a pagina 6, riconosce che: “La questione salariale italiana esiste” ma, dipende “da dove si è deciso di piantare il metro”, poiché da questo, ne è uscito un risultato, sì “statistico”, ma non “economico”, con tutto ciò che ne consegue riferito ai salari.
L’articolo titola che i dati Ocse sui salari reali in Italia, sono da “usare con cautela” perché alterati dal periodo Covid e dalle relative misure che furono messe in campo per affrontare quella pandemia. Un quadro che nell’insieme, avrebbe falsato una corretta lettura statistica dell’Ocse, sull’andamento dei salari reali.
Per l’Ocse la perdita dei salari reali in Italia nel 1° trimestre 2026, era del 6,1% rispetto al 1° trimestre 2021. “Oggi è del 5,2%” scrive Confcommercio, riconoscendo la correttezza del calcolo Ocse, ma non dove questo ha “piantato il metro” per avviare la misurazione.
Perciò l’articolo prosegue sostenendo che, se invece si fosse “piantato il metro” dal 1° trimestre 2019 (con “l’economia in condizioni normali”, libera dalle misure imposte per il Covid) la perdita del salario reale oggi sarebbe di 1,9% e non del 5,2% (3,3 punti in meno rispetto all’Ocse, che si riferisce al 1° trimestre 2021).
Poche settimane fa, Confcommercio che ha scritto l’articolo e Confindustria che lo pubblica, per bocca dei loro presidenti, riunite nelle rispettive assemblee annuali, presente l’ufficialità del governo nella persona di G. Meloni, con un coraggio da leoni, lamentavano dei bassi salari in Italia, come non fossero loro i primi responsabili, coloro che, per non mettere aumenti nelle buste paga, tirano alle calende greche i rinnovi contrattuali, per poi dare quattro soldi che neanche recuperano il carovita.
Dopo questa sortita tocca ora alla “questione salariale italiana” che Confcommercio dice di “riconoscere”, in realtà è solo un modo per dire che, “piantando il metro” dove diciamo noi, al potere d’acquisto dei salari reali, oggi tutto sommato mancherebbe solo l’1,9%!
In pratica a parole “riconoscono” il problema salariale ma per negarlo nella sostanza! I salari in Italia sono ben più miserabili di quanto dicono queste organizzazioni dei padroni.
Dov’erano lor signori quando proprio l’Ocse pubblicava l’andamento dei salari dal 1990 al 2020, nei 35 paesi che vi aderiscono? In cui l’Italia a parità di potere d’acquisto degli altri paesi, ne usciva in coda con le retribuzioni reali, unico paese dell’Unione europea dell’area Ocse, col segno negativo, meno 2,9%?
Mentre tutti gli altri paesi avevano un segno positivo, alcuni esempi: Austria più 24,9%, Belgio più 25,5%, Francia più 31,1%, Germania più 33,7%, Regno Unito più 44,3%, Ungheria più 72,7%, Polonia più 96,5% ecc. ecc. Ora diranno che anche questa clamorosa rapina del salario reale in Italia, è stata solo una questione di “dove si è deciso di piantare il metro”?
La povertà crescente tra le fila operaie, l’essere più povero pur lavorando, sono dirette conseguenze dei salari da fame imposti dai padroni, con l’aiuto di un sindacalismo rinunciatario e collaborazionista. Ed ora i padroni temendo che esploda la rabbia operaia che cova sotto la cenere, per non mettere mano al portafogli e alzare i salari, cercano di minimizzare il divario tra salario e carovita, ma le chiacchiere non bastano. Il governo Meloni offre loro una sponda col decreto sul “salario giusto”. Ma questo lascia libere le aziende se aderire o meno ad un contratto del sindacalismo maggiormente rappresentativo. Inoltre, il governo continua a scartare il salario minimo legale, mentre oltre un milione di lavoratori (escluso il lavoro irregolare) sono pagati pochi euro l’ora.
Chissà se hanno messo in conto che la corda si spezza a furia di tirarla, comunque sia “piantato” il loro metro.
Saluti, Oxervator
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