RIDER: 7 ANNI DI PRESA IN GIRO

I governi, Conte 2, Draghi e Meloni, con l’aiuto di Ugl e Cisl, da sette anni non applicano una legge già approvata, che riconosce il lavoro dei rider come lavoro subordinato. Solo la lotta degli operai  può raggiungere questo obiettivo.

I governi, Conte 2, Draghi e Meloni, con l’aiuto di Ugl e Cisl, da sette anni non applicano una legge già approvata, che riconosce il lavoro dei rider come lavoro subordinato. Solo la lotta degli operai  può raggiungere questo obiettivo.

Caro Operai Contro, nel 2020 i rider furono sgambettati dal sindacato Ugl, che corse in soccorso ai padroni Deliveroo e Glovo, le piattaforme per le quali lavorano in Italia 60 mila rider; oggi a sgambettarli è stata la Cisl. Rimasta al tavolo con i padroni mentre Cgil e Uil hanno abbandonato le trattative volte solo a mantenere la precarietà delle condizioni di lavoro di questa categoria. Da 7 anni di cui 4 con il governo Meloni, una legge nata per regolamentare il rapporto di lavoro dei rider, è rimasta inapplicata.

GLI ANTEFATTI Nel 2020 Ugl fece un favore ai padroni firmando insieme un contratto sulla testa dei rider, che loro bocciarono. Fu una scappatoia alla legge che nel novembre 2019 approvò il governo Conte 2. Legge che riconosceva i rider come lavoratori subordinati, e imponeva alle piattaforme l’adozione di un contratto di lavoro collettivo, assumendoli come “collaboratori”. Questo avrebbe messo fine ai rider, come lavoratori autonomi finti con o senza partita Iva. L’accordo che Deliveroo e Glovo firmarono con Ugl, vanificava nei fatti i contenuti di quella legge, nel silenzio generale dei governi susseguitisi fino ad oggi, compresi i 4 anni di Meloni. Non furono assunti (come fece invece la piattaforma Just Eat assumendoli come lavoratori dipendenti, firmando un regolare contratto col sindacato confederale). Rimase invariato il lavoro “a chiamata”, il salario a cottimo legato al numero di consegne fatte a 2,50 euro l’una, la cui somma prometteva in modo truffaldino, l’equivalente di un salario di 10 euro per un’ora di lavoro effettivo. La truffa sta che per “ora effettiva” si intende solo la somma dei minuti trascorsi a consegnare, escludendo il tempo tra una corsa e l’altra. 10 euro l’ora sono un miraggio perché non viene loro pagato il tempo in cui si resta a disposizione del padrone, in attesa che dall’algoritmo arrivi l’ordine e i minuti entro i quali portare a termine la nuova consegna.

DALL’UGL ALLA CISL DAL GOVERNO CONTE 2 ALLA MELONI Come sia possibile che un accordo tra Ugl (sindacatino tutt’altro che “rappresentativo”) e i padroni, firmato a settembre 2020, di fatto abbia affossato una legge dello Stato? Questo a conferma e monito che gli operai non devono mai abbassare la guardia, anche quando una promessa, un’apertura ufficiale da parte di chicchessia, in questo caso una legge emanata dal governo, sembra aprire loro uno spiraglio. I sindacati “maggiormente rappresentativi”, è sotto gli occhi di tutti, non si sono dannati per sostenere i rider con adeguate mobilitazioni di solidarietà, chiamando in lotta altre categorie. Le forze politiche che dicono di stare dalla parte dei lavoratori, sono rimasti alla finestra a guardare. La Magistratura non è intervenuta, eppure questo contratto del 2020, ricordiamolo: “fu bocciato nel giro di ventiquattrore da una circolare del ministro del Lavoro. Nel corso dei mesi successivi anche vari Tribunali lo hanno definito illegittimo, e alcuni di loro – come quello di Firenze – lo hanno censurato come contratto “di comodo”. “Una struttura organizzativa che le sentenze della Cassazione hanno definito illegittima”. Il governo Conte 2 cadde dopo 15 mesi dall’accordo Ugl-Deliveroo e Glovo, la sua legge per regolamentare il rapporto di lavoro dei rider rimase sepolta. Così restò pure nei 20 mesi del governo Draghi che seguirono, e negli ormai quasi 4 anni del governo Meloni. Quest’ultimo ha pure negato la cassa integrazione per il caldo estremo, ai rider, ai settori della pesca e agli stagionali, dimezzando inoltre i fondi per tutti i lavoratori in situazioni climatiche eccezionali.

I FATTI ATTUALI Oggi è la Cisl a lanciare un’àncora di salvataggio ai padroni di Deliveroo e Glovo, determinati a fare in modo che per i rider le cose non cambino. Preceduto nei giorni da scioperi e manifestazioni dei rider da Milano a Firenze, da Torino a Bologna; l’incontro del 16 luglio al ministero del Lavoro è finito in una bolla di sapone. Tra le richieste dei rider anche quella avanzata da Nidil-Cgil, per la formazione di un fondo a carico delle aziende, per indennizzare i rider del mancato salario per il blocco delle consegne nelle ore di caldo estremo. Ma le ragioni del fallimento di questo incontro risiedono nella trattativa fra le parti, saltata quasi un mese prima, quando il 26 giugno, mentre Cgil e Uil abbandonavano il tavolo, ci restava invece la Cisl a “legittimare” per i padroni un confronto fasullo. L’aggancio della Cisl è molto comodo per i padroni, non solo per mantenere il livello di sfruttamento dei rider, ma anche per affrontare le prossime decisioni della Procura di Milano che a febbraio ha messo Deliveroo e Glovo sotto amministrazione giudiziaria per caporalato. A braccetto della Cisl questi padroni tenteranno di controbattere di essere in regola, di avere incontri e trattative aperte con un sindacato tra quelli che vengono definiti “maggiormente rappresentativi”. Con il sindacatino Ugl e i governi che si sono avvicendati, i padroni sono riusciti a non assumere come lavoratori subordinati i rider, nonostante lo disponesse una legge dello Stato 7 anni fa, di cui gli ultimi 4 con il governo Meloni in carica. Ora alla Meloni, ai padroni, all’Ugl, si è affiancata anche la Cisl. I rider come tutti gli operai, solo organizzandosi e resistendo lottando collettivamente, possono puntare a ottenere risultati concreti, sulla base delle proprie rivendicazioni.

Saluti Oxervator.

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