I politici nostrani strumentalizzano la questione immigrati per attirare l’elettorato reazionario e per scatenare una guerra tra poveri a tutto vantaggio della borghesia. Nello stesso tempo, sono completamente asserviti ai padroni che impongono loro un flusso costante di immigrati di almeno 120.000 ingressi all’anno per avere forza lavoro a basso costo, ricattabile e in concorrenza al ribasso con i lavoratori italiani.
Ceuta, insieme a Melilla, sono un pezzo di Marocco che appartiene alla Spagna. Un residuo coloniale.
Entrambe le città costiere hanno uno statuto di autonomia dal 1995 e sono anche basi militari.
Con i soldi della Comunità europea, la Spagna ha costruito reti di protezione contro i migranti alte sei metri.
Il Marocco considera Ceuta e Melilla territori occupati provocando regolarmente tensioni tra Madrid e Rabat. La Spagna rifiuta qualsiasi negoziato con il Marocco sullo status dei territori. Decine di migliaia di giovani marocchini hanno tentato di raggiungere Ceuta con la speranza di entrare in Europa attraverso quel passaggio. A nuoto, o varcando in massa i confini militarizzati. La maggior parte sono stati rimpatriati. Decine di loro sono morti nel tentativo di riuscirci.
I nostri pennivendoli migliori si fermano alla superficie del fatto: Il tentativo di “invasione” di massa è stato orchestrato dai governanti marocchini per creare difficoltà alla Spagna, ultimamente sbilanciata a favore dell’Algeria, rivale storica del Marocco per territori contesi, ci dicono alcuni. Quelli più di sinistra ipotizzano un coinvolgimento di Israele, molto legata, insieme all’America, ai potentati reali del Marocco, per creare problemi a Sanchez che esprime la posizione più critica in Europa rispetto a Israele e Trump.
Nessuno si sofferma sul perché decine di migliaia di giovani marocchini cercano di migrare rischiando la vita. Se lo facessero dovrebbero mettere mano ad un argomento spinoso. Se uno cerca di emigrare rischiando anche la vita, evidentemente nel paese di appartenenza non riesce neanche più a sopravvivere. Per quale motivo? Perché l’economia dominante, il capitalismo, di cui sono campioni, anche se imbolsiti, i paesi del cosiddetto occidente civile, ha completamente distrutto l’economia rurale di quei paesi, attraverso il dominio coloniale diretto (fino al 1956) e indiretto che si protrae fino ad ora, economia rurale che assicurava una sopravvivenza per quanto essenziale, a quelle popolazioni. Ha distrutto l’agricoltura di sussistenza nelle campagne basata sulla piccola proprietà acquisendo la maggior parte delle terre migliori e sfruttandole in modo intensivo e occupando solo un piccolo numero dei contadini che ha rovinato. Ha fatto sparire buona parte dei mestieri artigianali con la grande industria che non è riuscita a creare posti di lavoro per tutti quelli che erano diventati disoccupati. Ha creato una minoranza di ricchi, compresa la vecchia aristocrazia, che governa con il pugno di ferro la popolazione impoverita in cambio delle ricche elemosine che il Capitale occidentale elargisce loro. Questi sono i motivi reali alla base delle migrazioni.
Invece da noi si continua con la solita solfa dei migranti che ci vogliono invadere. Che vengono qui per rubarci il lavoro. O peggio, per vivere sulle nostre spalle facendo gli assistiti o i delinquenti.
Molti ci credono a queste puttanate. Non a caso il modo migliore per prendere voti è dare addosso ai migranti, vedi Meloni, quella lince di Salvini e, ultimo, quel grande rappresentante della mascolinità italica in vestaglia rosa, di Vannacci.
Ma mentre blaterano contro gli immigrati, e nel caso degli immigrati marocchini, sospendono la libera circolazione con la Spagna, sono proni (a 90 gradi) con i padroni che dichiarano attraverso le loro organizzazioni di categoria che servono almeno 120.000 immigrati all’anno nelle fabbriche e nei servizi per colpa “della diminuzione delle nascite”. In realtà, perché i nuovi venuti sono più ricattabili e si accontentano delle condizioni di lavoro peggiori. In più rappresentano un’arma di ricatto in mano ai padroni per peggiorare le condizioni, di lavoro e di salario, dei lavoratori nostrani.
Le chiacchiere contro gli immigrati servono solo per rabbonire quelli corti di cervello che credono che il peggioramento della loro condizione sia colpa degli immigrati e non del sistema economico dei padroni, e si impegnano in una guerra tra poveri invece di organizzarsi contro quelli che sono i veri responsabili dei loro guai.
F. R.
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